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Tomb Raider

Di Simon Lerose, 08.06.13 Game of the Week

Vi siete mai chiesti come si diventa avventurieri? Bussola, cartina, corda e altri strumenti non bastano. L'esperienza è tutto, avventurieri si diventa sul campo, proprio come dimostra Lara Croft nel nuovo Tomb Raider.
La cacciatrice di tombe più famosa e amata dell'universo videoludico torna in questa nuova avventura che si presenta come reboot della serie (elemento che sembrerebbe andare alla grande in questi ultimi tempi tra gli sviluppatori), offrendo un gioco veramente interessante, che metterà in mostra una giovane Lara Croft prima ancora di diventare la leggendaria Tomb Raider.

Entriamo subito nel vivo parlando proprio della protagonista: Lara la conosciamo ormai da quasi vent'anni, dal 1996 quando uscì il primo capitolo della pluripremiata serie, che presentava una donna forte, attraente, intelligente e sicura di sé, alle prese con animali, mostri, nemici di ogni sorta, enigmi ed esplorazione in luoghi sperduti del globo.
In questo nuovo Tomb Raider ci troviamo di fronte a una giovane Lara, più fragile e indifesa che dovrà attraversare molteplici difficoltà e momenti di sofferenza per diventare quella che conosciamo. Questo è uno degli elementi su cui il gioco fa leva: l'emotività. Subito si entra in empatia con la protagonista che dovrà lottare per la sopravvivenza e si ha l'impressione di accompagnarla attraverso esperienze traumatizzanti che la renderanno un'eroina fuori dal comune.

L'avventura comincia con Lara a bordo di una nave in mezzo all'Oceano Pacifico, a est del Giappone, alla ricerca di alcune reliquie appartenenti al regno Yamatai. Le difficoltà cominciano quando una tempesta in mare sorprende il gruppo e lo fa naufragare su un'isola deserta, che in realtà è popolata da una pericolosa banda di "illuminati" adepti di un antico culto.
A livello grafico e di scenario il gioco e realizzato in maniera eccezionale, è capace di far immergere il giocatore nell'ambientazione e nella storia e soprattutto di rendere ancora più credibili le sofferenze e la fragilità della protagonista che con il tempo, però, diventerà sempre più brutale, violenta e capace di liberarsi d'interi gruppi di nemici.

Il gameplay di Tomb Raider è cambiato radicalmente rispetto ai capitoli precedenti, è diventato più dinamico e moderno, distanziandosi dalle meccaniche classiche che conosciamo. Gli elementi fondamentali sono rimasti: esplorazione, azione ed enigmi sono un marchio di fabbrica della serie anche se ripartiti in maniera differente. Il gioco infatti dà molto spazio all'azione, elemento preponderante e messo in scena in maniera spettacolare con tante sequenze (forse troppe) di stampo cinematografico, seguendo le linee di giochi come Call of Duty. Oltre a questo è il caso di citare il panorama che, come per tanti giochi che sono usciti ultimamente, è veramente da ammirare e non pochi giocatori si prenderanno qualche momento per contemplare la vista mozzafiato di cui si gode.
Il soft lascia trasparire le influenze di Uncharted che a sua volta prese ispirazione dallo stesso Tomb Raider, proponendo un gameplay più dinamico e ricco, soprattutto per quanto riguarda i movimenti e le azioni che Lara è in grado di compiere.

Allo stesso modo, le sparatorie sono uno degli elementi cardine di questo episodio, meno centrali nei vecchi capitoli. Arriviamo a parlare quindi delle (poche) armi di cui la protagonista disporrà durante l'avventura: una piccozza per scalare (che si può utilizzare per massacrare i nemici), una pistola, un fucile a pompa, un fucile d'assalto e un arco, molto di moda negli ultimi tempi. Quest'ultimo ha un'importanza particolare: può essere utilizzato per eliminare i nemici furtivamente, per lanciare delle frecce con corda (per raggiungere zone altrimenti inaccessibili), o per tirare frecce infuocate, utili per liberarsi di un gruppo di nemici.
Poche armi ma finalmente la possibilità di migliorare capacità personali o armi, utilizzando, rispettivamente, punti esperienza e recuperando oggetti specifici. Certe aree saranno quindi accessibili solo grazie a determinate capacità. Una progressione che non limita ma piuttosto valorizza l'esplorazione. Inoltre i falò utili per salvare la partita, permetteranno di eseguire i miglioramenti appena citati.
L'esplorazione permetterà di svolgere missioni secondarie, raccogliere reliquie e altre attività che aiuteranno a conoscere meglio l'isola e i suoi abitanti, immergendo maggiormente il giocatore nell'avventura.



Altra sorpresa sta nell'aggiunta di una sezione multiplayer online fino a 8 giocatori, caratterizzata da modalità classiche quali "deathmatch a squadre", o altre simili a "cattura la bandiera" alternate a modalità nuove quali "King of the hill" ad esempio; elementi interessanti che allungheranno la durata già notevole del soft, con una campagna in singolo che si aggira attorno alle 10-12 ore, aggiungendo un piccolo bonus a questo piccolo capolavoro.

In conclusione, questo nuovo Tomb Raider arriva dopo parecchio tempo e soprattutto torna a brillare come ai vecchi tempi. Certo le differenze sono importanti e i nostalgici della serie potrebbero storcere un po' il naso, anche se il consiglio è di provarlo e giudicarne il valore. Infine, Lara è Lara, sempre lei, malgrado il percorso di crescita che farà nel corso dell'avventura; è riconoscibile e come già detto, vederla soffrire in quel modo permetterà al giocatore di avvicinarsi maggiormente alla protagonista.
Tomb Raider è un gioco che si vive intensamente, lascia senza fiato, grazie all'ambientazione come anche alla spettacolarità delle sequenze di gioco. Ha adottato anche lui meccaniche più moderne sempre mantenendo i punti di forza del franchise, creando quindi un mix esplosivo (in tutti i sensi) assolutamente da provare.

 


"When all are one and one is all" Led Zeppelin

simon.lerose@luganonetwork.ch
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