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11 giugno 1955, il disastro di Le Mans, l’incidente più grave nella storia dell’automobilismo

Di Andrea Branca, 11.06.13 Today in sports

La 24 Ore di Le Mans è tra le gare più famose e prestigiose al mondo, nonchè la più importante nell’ambito del Campionato Endurance FIA. Nonostante questo, però, la manifestazione si è purtroppo resa protagonista di quello che viene considerato come l’incidente più grave nella storia dell’automobilismo, avvenuto l’11 giugno di 58 anni fa.

In quel triste pomeriggio del 1955 persero infatti la vita ben 84 persone, a cui si aggiunsero addirittura 120 feriti in un episodio che scosse violentemente le fondamenta dell’intero mondo delle corse.

La dinamica dell’incidente fu tanto semplice quanto fatale. Lo spettacolare schianto fu causato dal pilota francese Pierre Levegh alla guida della sua Mercedes-Benz 300 SLR, il quale tamponò violentemente la Austin-Harley di Lance Macklin, che si era spostato improvvisamente sulla sinistra della pista per evitare la Jaguar D-Type manovrata da Mike Hawthron. Quest'ultimo aveva frenato improvvisamente nel tentativo di rientrare ai box.

Il tamponamento scaraventò letteralmente in aria la Mercedes di Levegh, che terminò la sua corsa schiantandosi contro la barriera che separava le tribune dalla pista. L’auto prese fuoco in un battibaleno, mentre alcuni grandi pezzi dell’auto - come l’intero cofano e l’asse delle ruote - finirono violentemente tra gli spettatori, travolgendo fatalmente i presenti.

Il bilancio, come anticipato, fu impressionante. Nonostante questo, però, gli organizzatori decisero di non interrompere la gara, così da non scatenare il panico tra il pubblico e permettere ai mezzi di soccorso di raggiungere il circuito senza ulteriori intoppi generati dal caos.

L’incidente di Le Mans di quell’11 giugno 1955 ebbe pesantissime conseguenze sul mondo dei motori. La Svizzera reagì proibendo con una legge ad-hoc lo svolgimento di qualsiasi gara automobilistica sul suolo rossocrociato, decisione che ancora oggi è in vigore. Questo portò alla cancellazione definitiva del Gran Premio di Svizzera, corsa che si era svolta dal 1934 sul circuito di Bremgarten (Berna) nell’ambito del campionato di Formula 1.

Anche il Gran Premio di Germania e la Coppa Acerbo vennero cancellate, mentre a fine stagione la Mercedes si ritirò dalle corse sino al 1987 come segno di rispetto alle vittime. L’accaduto motivò inoltre maggiormente la ricerca per cercare di rendere i circuiti più sicuri, sia per i piloti che per il pubblico presente.


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

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