Commemorative plaque aztec stadium

17 giugno 1970, la "partita del secolo" tra Italia e Germania Ovest

Di Andrea Branca, 17.06.13 Today in sports

“La partita del secolo”. È così che venne soprannominata la storica sfida di semifinale dei Mondiali giocati in Messico nel 1970 tra Italia e Germania Ovest, vinta dagli azzurri con il risultato di 4-3 ed entrata di diritto nella storia del calcio.

Il match, giocato esattamente 43 anni fa allo Stadio Azteca, ebbe un incredible impatto culturale su tutto il mondo del pallone, questo grazie ad una grandissima quantità di emozioni che hanno portato gli appassionati ad un coinvolgimento mai sperimentato prima. Milioni gli spettatori che seguirono l’incontro in TV, questo nonostante le ore di fuso orario che separano l’Europa dal Messico.

La partita di quel 17 giugno non fece però a dire il vero l’unanimità. Dalla gente viene ancora oggi considerata come una delle partita più belle della storia, ma alcuni esperti del settore arricciarono in naso in seguito alla palese mancanza di schemi tattici da parte delle due squadre, che preferirono accantonare la teoria per impostare il loro gioco sull’agonismo puro e semplice.

Con Mazzola in campo e Rivera nuovamente lasciato in panchina dal CT Ferruccio Valcareggi, la “partita del secolo” decollò immediatamente grazie alla rete segnata dopo soli 8 minuti di gioco da Roberto Boninsegna, il quale finalizzò al meglio l’azione imbastita da Gigi Riva. Forte del vantaggio, da quel momento in avanti l’Italia pensò soprattutto a difendersi e a ripartire in contropiede.

Quando tutto lasciava presagire ad una vittoria degli azzurri, però, ecco che nei minuti di recupero Karl-Heinz Schnellinger trovò il pareggio, realizzando la sua unica rete della carriera in Nazionale e mandando quindi tutti ai tempi supplementari. L’episodio lasciò parecchio amaro in bocca gli italiani, visto che il gol era stato messo a segno dai tedeschi due minuti oltre il 90esimo, mentre in quegli anni si era soliti fischiare il termine del match esattamente allo scoccare dell’ora e mezza di gioco, senza aggiungere dei minuti di recupero.

Iniziarono così i tempi supplementari più appassionanti e “pazzi” di sempre, contraddistinti da un coraggioso Beckenbauer che, nonostante un infortunio gli avesse causato la lussazione della spalla, restò in campo con il braccio fasciato. A passare in vantaggio dopo solamente 4 minuti furono i tedeschi con Gerd Müller, a cui risposte prontamente Tarcisio Burgnich, abile nello sfruttare un errore difensivo degli avversari.

Questa sorta di “montagna russa” che ha contraddistinto i due tempi supplementari è continuata anche nei minuti successivi, con gli italiani che ad una manciata di secondi dalla fine del primo overtime riuscirono a portarsi in vantaggio grazie ad una strepitosa azione di Riva. Risultato acquisito? Nemmeno per sogno, perchè alla ripresa del gioco la Germania si è confermata squadra dura a morire ed ha nuovamente impattato la contesa con un colpo di testa di Müller.

La partita venne così decisa da un’azione perfetta e pulita dell’Italia che, dopo una fitta rete di passaggi durata undici tocchi, ha trovato il gol del definitivo vantaggio con Rivera al 111esimo minuto! L’Italia vinse così la semifinale per 4-3 e si guadagnò il diritto di sfidare il forte Brasile nell'atto conclusivo del Mondiale. In quell’occasione, però, furono i sudamericani ad avere la meglio per 4-1.


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

andrea.branca@luganonetwork.ch
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