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Nadine Carina: Where I Love EP

Di Gabriele Scanziani, 19.06.13 Il disco della settimana

Il vintage è un grande business ai nostri giorni. Sembra che tutti siano alla ricerca di quel sapore retrò, quasi all’insegna del “si stava meglio prima”. Il paradosso è dato dal fatto che molti dei grandi appassionati di questa tendenza non hanno vissuto in prima persona il periodo di cui sentono la “mancanza”. Questo appare evidente in particolare quando si osserva il mondo attraverso la lente d’ingrandimento della musica moderna.

Molti artisti, oggi più che mai, scorrono freneticamente le pagine della storia per trarne ispirazione, per rendere nuovo ciò che una volta era vecchio. Altri invece riescono a sfruttare ciò che è stato fatto prima e rielaborarlo con originalità. Questo è il caso di Nadine Carina che con questo EP ripropone i suoni del surf rock anni ’60 e, ad essere onesti, lo fa molto bene.



Questo è il primo lavoro in cui è accompagnata da una band costituita dal chitarrista Joe Omer Nave, dal batterista Ross Higginson e dal bassista Douglas Milne. Il disco è stato prodotto insieme al suo storico collaboratore Mathieu Bedwani.

L’EP si apre con la title track Where I love, una canzone d’amore che ai più -me compreso- può apparire piuttosto standard. Le vere sorprese giungono in seguito, con Crazy Boat ad esempio in cui la chitarra si mescola benissimo alla voce della cantante, amalgamandosi in maniera del tutto particolare.

Quella sprigionata dalla voce della cantante è una forza delicata e dirompente allo stesso momento, un’energia che si percepisce specialmente in Hold Me Tight, penultima traccia dell’EP. Apprezzo sia le distorsioni della chitarra che gli effetti che si poggiano su un ritmo terzinato quasi a ricordare le onde del mare.



A conti fatti Nadine Carina offre ciò che, a mio parere, è il suo miglior lavoro fino ad oggi. Nei suoi dischi precedenti l’ascoltatore aveva la possibilità di godere di un semplice set up di chitarra acustica e voce. In Where I Love EP la cantautrice fa un salto di qualità anche grazie alla band di supporto, ottenendo un risultato ottimo.

Nadine Carina, priva di quel senso di nostalgia che avrebbe potuto minare l’intero progetto, ottiene esattamente quello che si proponeva di fare: registrare un EP che prende ispirazione da un'epoca passata, ma con delle radici ben piantate nel moderno terreno musicale.

Per chi di voi desideri vederla dal vivo, ricordo che sarà ospite del LongLake Festival Lugano 2013.


Giornalista non tesserato, appassionato di black music e delle sue varie sfumature. Attore, ballerino, presidente. Non sono nessuna di queste cose.

gabriele.scanziani@agendalugano.ch
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