Tekken psx menshadowh 2

Tekken

Di Simon Lerose, 23.06.13 Classic Games

Per il Classic Games di questa settimana vi proponiamo Tekken, un gioco che ha fatto la storia diventando uno dei capostipiti del genere, nonché uno dei picchiaduro più amati di sempre.

Il titolo fu concepito come un gioco arcade da sala giochi ma venne poi convertito e uscì nel mese di novembre del 1995 su Playstation.

Il gioco si presentava come un titolo all'avanguardia, soprattutto a livello grafico, per i tempi che correvano e si distinse dai vari Street Fighter e Killer Instinct che al tempo dominavano la scena videoludica.

Tekken diede vita ad un mondo e soprattutto a dei personaggi molto amati e ricordati nel tempo, come Yoshimitsu, Law, Kazuya Mishima, Paul Phoenix, King e molti altri, ognuno con uno stile di combattimento diverso e unico (riprodotti come nella realtà e non inventati), ognuno con la sua storia, che veniva scoperta progredendo nella Story Mode del gioco. La maggior parte di loro s'incontrano anche nei seguenti capitoli che continuano a uscire di questi tempi.

Il titolo fu anche uno dei primi picchiaduro in 3D introducendo una novità non da poco nel genere e rispetto ai rivali. Proponeva dei personaggi che sembravano più "veri" e vivi anche se non si può parlare di confronto quanto piuttosto di scelta diversa rispetto allo stile "cartoon" proposto invece da giochi come Street Fighter, che di questo ha fatto un marchio di fabbrica.

Il lavoro sui personaggi e le loro storie fu un punto a favore di Tekken in quanto Namco si dedicò allo sviluppo di ognuno di essi (via che è stata seguita per tutti i capitoli o quasi della serie). I personaggi prendevano vita veramente, non limitandosi a pestarsi violentemente, ma facendo trasparire le loro storie personali e soprattutto gli intrecci tra diversi di loro: padri, figli, maestri e allievi tutti a confronto per creare una storia unica nel gioco. Fu appunto un elemento cardine della serie che diede la motivazione necessaria ai giocatori per finire la Story Mode con tutti i personaggi, sbloccarne di nuovi e soprattutto ammirare i filmati e i "finali" diversi per ognuno.

Il gameplay, seppur non sempre accessibile, fu anch'esso innovativo, sequenze e combinazioni allucinanti di tasti ne fecero un gioco molto valido e dalle grandi possibilità per alcuni, mentre venne messo da parte da coloro che cercavano qualche cosa di più diretto e accessibile.

Oggi Tekken (se non da qualche fan) è ricordato da pochi, soprattutto in confronto al mitico Tekken 3, che ebbe molto più successo. Appare obsoleto, la grafica e i filmati da sala giochi sembrano lontani anni luce, eppure Tekken conserva tutto il suo fascino e soprattutto la sua identità di gioco innovativo e leggendario. Certo il prezzo proposto al giorno d'oggi farà riflettere rispetto al suo acquisto e magari solo qualche collezionista ci farà un pensierino.

In ogni caso, tornando indietro al 1995, c'è da dire che molti di noi ci avranno passato le ore, tra gioie e dolori, consumando i tasti a furia di completare quelle combinazioni da incubo ma soprattutto passando bei momenti con uno dei giochi più amati e ricordati, non solo del genere, ma del mondo dei videogiochi in generale.


"When all are one and one is all" Led Zeppelin

simon.lerose@luganonetwork.ch
Scritti: 41 articoli