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Bioshock Infinite

Di Simon Lerose, 29.06.13 Game of the Week

Questa settimana Game of the Week ha in serbo per voi la recensione di un gioco atteso da tempo, un capolavoro che va oltre la definizione di "titolo bramato dalle masse": Bioshock Infinite.
Il gioco, o forse è meglio parlare di opera d'arte, prodotta dai ragazzi di Irrational Games è il seguito spirituale di Bioshock e Bioshock 2 ed arriva dopo tre anni d'attesa dall'ultimo capitolo.

Il gioco è stato pubblicizzato in maniera incredibile, arrivando al punto che alcuni fans hanno cominciato a nutrire dubbi sul suo valore: "sarà all'altezza degli altri?" La risposta è sì, è all'altezza, talmente all'altezza che è ambientato tra le nuvole!

Entriamo subito nel vivo cominciando come sempre dal personaggio principale: Booker De Witt, un uomo sulla quarantina di cui non si conosce il passato, si sa solo che deve avventurarsi tra le vie di Columbia per "salvare la ragazza ed estinguere il debito".

La storia, che si svolge nel 1912, comincia (sempre) con un uomo e un faro in mezzo al mare, questa volta però non si scende sott'acqua alla volta di Rapture (la città subacquea dei precedenti capitoli) ma si sale per raggiungere Columbia, una straordinaria città sospesa nell'aria, separata dal mondo terreno.



Il lavoro fatto da Irrational Games è stratosferico, la creazione di Columbia ha richiesto un impegno e una dedizione pazzesca ma alla fine il team è riuscito fare ciò che nessuno pensava: superare Rapture.

Columbia si presenta come una città paradisiaca dei primi del '900, con un'architettura post-coloniale americana e un'ambientazione fantastica. La città è tanto aperta, luminosa e viva quanto Rapture era chiusa, lugubre e scura.
Columbia cattura il giocatore fin da subito, così bella e surreale, ricca di dettagli e strabordante di vita, si presenta come un antipasto della bellezza e del valore del gioco, con la differenza che quest'antipasto potremo gustarcelo durante tutta la durata del gioco.

La storia funziona grazie alla città, capirne il background è importante per capire la storia e godere appieno del gioco. Per la città saranno disseminate registrazioni e altri oggetti che permetteranno di comprenderne la storia e il culto a cui è legata.
La vita a Columbia appare perfetta, senza difetti, anche se di lì a poco Booker si accorgerà di come tutto sia solo apparenza, è tutto troppo ordinato e incantato per essere vero.

Il gioco decolla veramente dopo qualche ora (senza nulla togliere alle prime fasi che sono comunque entusiasmanti e molto ispirate) quando s'incontrerà la famosa ragazza che dobbiamo salvare: Elizabeth, rinchiusa come Raperonzolo in cima a un torre, anch'essa inevitabilmente sospesa in aria.
La ragazza diventerà una validissima alleata, anche se all'inizio si penserà a lei come un peso gestito male dall'I.A.. Al contrario, ci aiuterà durante l'avventura trovando materiale valido quale medikit o munizioni, o collaborando veramente nel corso della battaglia. Elizabeth infatti ha un potere speciale che le permette di aprire dei portali che ci collegano con altri mondi o altri momenti della storia, e soprattutto potrà trasportare oggetti attraverso questi spazi temporanei a favore di Booker, che potrà usufruire di armi, munizioni e oggetti vari; cosa che va completamente a favore della strategia di gioco di Bioshock Infinite.
Oltre a ciò, Elizabeth ha una personalità vera e propria, ci si affeziona alla ragazza che si mostra allo stesso tempo così forte e indifesa e soprattutto interagirà con voi per tutto il tempo, dandovi veramente l'impressione di non giocare da soli.

Il soft presenta anche una varietà di armi maggiore rispetto ai capitoli precedenti e soprattutto un feeling migliorato leggermente per garantire un'esperienza più interessante. Pistole, fucili a pompa, fucili di precisione, lanciarazzi e quant'altro saranno le armi da fuoco utilizzabili nel gioco, anche se l'arma rivoluzionaria introdotta è sicuramente il rampino. Grazie ad esso Booker sarà in grado di finire i nemici in maniere crude e brutali, grazie anche ad animazioni ben riuscite. Oltre a ciò il rampino sarà un oggetto fondamentale per spostarsi velocemente nei cieli di Columbia, aggrappandosi alle rotaie disseminate in tutta la città, dalle quali potremo anche sparare o attaccare i nemici in volo.

In più non potevano mancare i Tonici, l'equivalente dei Plasmidi dei precedenti Bioshock, che vengono bevuti da Booker per assorbirne i poteri. Le capacità sono parecchie, dalle bombe di fuoco alle scosse elettriche, dal controllo mentale allo sciame di corvi, tutti molto utili e soprattutto polivalenti. Essi infatti possono essere utilizzati per attaccare i nemici o per creare trappole, pilotando delle torrette con mitra e volgendole contro i nemici, o utilizzando la scossa elettrica per invertire il funzionamento di un circuito e utilizzarlo a proprio favore.
Il sistema è stato migliorato per integrare ulteriormente l'utilizzo delle armi da fuoco e i Tonici garantendo un'esperienza più completa rispetto ai precedenti capitoli che risultano forse un filo più macchinosi per quanto riguarda questo aspetto.



Il titolo presenta un'avventura piuttosto lineare, anche se il mondo di gioco è molto esplorabile e pieno di oggetti e segreti da scoprire e collezionare. L'esploratore impiegherà una quindicina di ore per completare il gioco mentre colui che intende completare la storia lasciando da parte tutto il resto necessiterà di una decina di ore per terminare l'avventura. La scelta dell'esplorazione è in ogni caso quella che viene fortemente consigliata, in quanto il gioco è prima di tutto un'opera da ammirare e da assaporare fino al midollo.

In conclusione Bioshock Infinite arriva facendo parecchio rumore, complice una campagna promozionale imponente, che cattura vecchi e nuovi fans. Il gioco propone un gameplay funzionale anche se non spettacolare, ma si presenta come un capolavoro di grafica, level design e narrativa (come sta succedendo da qualche mese grazie anche a giochi come The Last of Us o Metro: Last Light), una meraviglia per gli occhi che lascerà a bocca aperta.

Chiaramente si va avanti e la tecnologia migliora, ma un gioco graficamente valido non è necessariamente un buon gioco, Bioshock Infinite invece riesce a superare questa difficoltà e entra pesantemente nella classifica dei giochi top di sempre, tanto che una recensione rischia di diventare una venerazione. Non si è voluto raccontare troppo della storia o dell'ambientazione perché vale veramente la pena scoprirle da sé; le parole utilizzate sarebbero comunque riduttive per parlare adeguatamente di Columbia, bisogna viverla.
 


"When all are one and one is all" Led Zeppelin

simon.lerose@luganonetwork.ch
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