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2 luglio 2000, la Francia sfata il tabù e vince per la prima volta un trofeo lontano da casa

Di Andrea Branca, 02.07.13 Today in sports

La nazionale francese di calcio di fine anni ‘90 ed inizio anni 2000 è stata una formazione invidiata ed ammirata nel mondo intero, con i vari Barthez, Thuram, Deschamps e Zidane che hanno scritto pagine importantissime della storia del pallone transaplino. Dopo la vittoria nel Mondiale giocato in casa nel 1998, la Francia si è confermata formazione "vera" e matura esattamente 13 anni orsono, quando “Les Bleus” hanno alzato al cielo il loro primo trofeo della storia lontano dal proprio pubblico.

Il 2 luglio del 2000, infatti, grazie ad una rete nei tempi supplementari di Trezeguet, la formazione allenata da Roger Lemerre aveva fatto suo il campionato europeo giocatosi in Belgio ed Olanda, diventando anche la prima squadra di tutti i tempi a vincere l’Euro da campione del mondo.

Dagli albori della federazione transalpina, che risalgono al 1917, sino a quel momento, infatti, mai la Francia era riuscita ad esorcizzare questa sorta di maledizione che aveva impedito loro di avere successo anche lontano da casa.

La selezione di quell’anno, però, evidenziò - oltre ad ottime prestazioni sul piano del gioco - anche una solidità mentale che fece in più di un’occasione la differenza, e che risultò essere determinante anche durante la finalissima giocata al Feijenoord Stadion contro l’Italia.

Dopo la rete d’apertura firmata da Delvecchio al 55’, il match era arrivato sino ai minuti di recupero sul risultato di 1-0 per gli azzurri, che già fremevano a bordo campo in attesa di festeggiare la vittoria.

Un rinvio lunghissimo del portiere Barthez diede però il via ad un’azione destinata ad entrare nella storia, con il pallone che arrivò nel cuore dell’area a Wiltord che, con un preciso sinistro, superò Toldo e impattò al contesa sull’1-1. Tutto questo addirittura al quarto minuto di recupero.

Impietriti i giocatori ed i tifosi italiani, mentre i tantissimi francesi presenti allo stadio esplodevano in una gioia - a quel punto - probabilmente insperata! L’entusiasmo diede naturalmente una marcia in più ai giocatori in blu, che nel corso del supplementare riuscirono a sfoderare un gioco più energico degli avversari e a segnare così il “golden goal”.

L’autore della rete che fece esultare una nazione intera fu David Trezeguet, entrato al 76’ al posto di Youri Djorkaeff, ed autore al 103’ di una girata al volo che non diede scampo al portiere italiano. Con quel gol la storia della Francia calcistica cambiò per sempre.


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

andrea.branca@luganonetwork.ch
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