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Cos'è la belladonna?

Di Eliana, 15.07.13 Curiosando

La Belladonna è una pianta che cresce in diverse regioni della terra, soprattutto nei boschi, e la sua prima documentazione risale al 1500. Appartiene alla famiglia delle Solanaceae come pomodori e patate. I suoi frutti, simili ai mirtilli, nonostante il sapore gradevole sono molto tossici e pericolosi per l’uomo. Il suo nome scientifico è Atropa Belladonna L. e il suo principio attivo, l’Atropina, agisce direttamente sul sistema nervoso parasimpatico.

La Belladonna veniva usata dalle dame nel Rinascimento per far risaltare e illuminare gli occhi, grazie al suo effetto di dilatazione delle pupille (midriasi), oppure veniva usato il succo delle bacche per curare la pelle del viso. Oggi sono gli oculisti ad usare le gocce di atropina per poter effettuare con successo la visita medica. Questa pianta è velenosa ma usata con moderazione può anche essere curativa, come per le ulcere: nel XIX secolo era anche usata per curare l’epilessia. Pare funzioni da antidoto in caso di intossicazione da funghi, morfina e gas nervino. Il suo veleno veniva anche usato dai guerrieri sulle punte delle frecce e, in piccole dosi, era usato come anestetico prima dell’arrivo degli anestetici sintetici.

Per i suoi effetti la belladonna è al centro di diverse credenze. Le leggende narrano che le streghe usassero questa pianta velenosa per realizzare talismani e per gli “incontri con il diavolo”, grazie allo stato di “trance” che provoca. 


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