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4 luglio 1939, New York lascia in secondo piano l’Indipendence Day per rendere omaggio al mitico Lou Gehrig

Di Andrea Branca, 04.07.13 Today in sports

La festa dell’Indipendenza celebrata ogni anno il 4 luglio negli Stati Uniti è una giornata estremamente importante e sentita dai cittadini a stelle e strisce. Pensare che questa ricorrenza finisca in secondo piano per omaggiare il nome di uno sportivo, di conseguenza, è un qualcosa di davvero particolare, ma è proprio quello che è successo esattamente 74 anni fa a New York.

Il 4 luglio del 1939, infatti, allo Yankee Stadium erano presenti oltre 61’000 spettatori per salutare uno dei giocatori di baseball più forti di sempre, Lou Gehrig, che proprio in quella giornata aveva deciso di ritirarsi dando ufficialmente addio al mondo del professionismo. Nella grande mela - ma di fatto tra tutti gli appassionati del Nordamerica - quel 4 luglio venne proclamato come “Lou Gehrig Appreciation Day”.

Henry Louis “Lou” Gehrig, questo il nome all’anagrafe, giocò tutta la sua carriera negli New York Yankees, e 74 anni fa il suo numero 4 fu uno dei primi ad essere ufficialmente ritirato da una franchigia nell’intero mondo dello sport. Tra i tanti record che il giocatore è stato capace di raggiungere, vi è anche quello relativo ad un’incredibile costanza nel suo gioco che lo portò a scendere in campo per addirittura 2’130 partite consecutive.

L’emozione fu davvero grandissima per l’allora 33enne Lou Gehrig, il quale diventò quel giorno tra i primi sportivi di sempre ad avere l’onore di essere celebrato in maniera tanto sfarzosa al momento del suo ritiro.

Vedere Lou Gehrig nel diamante senza una mazza in mano, ma piuttosto davanti a un microfono, è stato indubbiamente strano per i tifosi degli Yankees e per gli addetti ai lavori, che hanno ascoltato attentamente ogni singola parola del loro idolo, sino ad arrivare al “Thank you so much!” finale.

Il giocatore fu costretto al ritiro da una grave malattia neurologica nota come “sclerosi laterale amitrofica”, nome attribuitogli al giorno d’oggi ma che in passato veniva chiamata - in memoria del giocatore - “morbo di Lou Gehrig”. La malattia degenerativa portrò purtroppo alla sua morte nel 1941, solamente due anni dopo il suo ritiro.


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

andrea.branca@luganonetwork.ch
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