Scoprendo forrester 1

Just writing. /1 - Jamal Wallace in Scoprendo Forrester

Di Cecilia Benassi, 09.09.13 24 Fotogrammi

Continuamo con la riflessione sulla scrittura attraverso le tre pellicole già menzionate, Scoprendo Forrester, Ruby Sparks e The Words. Tutto sembra accorrere a parlarci della strettissima interrelazione tra la vita e la scrittura. Questa interrelazione non significa tuttavia che ci sia anche equilibrio tra la vita scrittoria e la vita reale.



Tra i due poli sussiste infatti una tensione estremamente viva che in parte è legata all’attività della scrittura, un’attività profonda e totalizzante che tende a coinvolgere l’interezza della persona e delle sue facoltà e ad attrarle per immersione ed immedesimazione nell’anima dei fatti e delle persone che iniziano a vivere sulla pagina.
L’esempio più equilibrato di questo rapporto è Jamal Wallace di Scoprendo Forrester. In lui la scrittura partecipa della formazione e della crescita organica del suo io, della sua elegante e potente poeticità e della sua veemente ma sempre armoniosa creatività.



L’equilibrio visibile in lui, turbato solo dagli scoppi improvvisi e avventati tipici della giovinezza, risalta ancor più se messa in relazione alla dura e burbera causticità del suo maestro, che si era ormai chiuso nel limbo della scrittura tagliando quasi completamente i rapporti con la vita reale. Ma cosa consente al giovane Jamal tale equilibrio? Oserei dire la sua innocenza. I ragazzi di Gus Van Sant, anche i più disperati e danneggiati dalla vita di strada, sono quasi sempre volti puliti e puri, volti che – pur vivendoci immersi – non conoscono la corruzione; in loro la conoscenza della realtà può aver deturpato le abitudini di vita ma non ancora la loro anima.



Emblema di questo candore è il coro della scuola, che nella versione definitiva del film compare solo per qualche istante, ma che era invece presente in due densissime scene tagliate, in cui tutti gli studenti, neri bianchi colti e scapestrati cantavano a una sola voce obbedendo docilmente alle mani della direttrice. Jamal, come i suoi compagni del Bronx (diversamente dai compagni ricchi e disincantati che incontra alla Mailor & Callow), hanno ancora quel qualcosa da dire che può essere detto solo cantando in un coro, che può essere detto in un dolce ed elegante sguardo silenzioso, che può essere detto giocando a basket con la leggiadria, la precisione e la tenacia di una danza, che può essere detto riempiendo un foglio bianco puro con parole che siano solo parole vere.



La poesia in Jamal è già nel suo correre con la palla; nel giocare a basket come nello scrivere. Il ritmo della palla, con i giusti movimenti del corpo e della mano, è come il ritmo delle dita sui tasti: egli, attraverso il fluire delle parole testimonia del fluire della sua mente e del suo cuore dentro e attorno le cose della vita. E, mentre apprende da Forrester a scrivere, gli ri-insegna ad amare e a vivere.


just being


Scritti: 49 articoli