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5 luglio 1980, Björn Borg e John McEnroe giocano una delle più grandi partite della storia

Di Andrea Branca, 05.07.13 Today in sports

Tutti i grandi sport sono contraddistinti da rivalità che segnano la loro storia. Il tennis, naturalmente, non fa assolutamente eccezione, come ben testimoniano - ad esempio - gli epici incontri tra Roger Federer e Rafael Nadal che hanno emozionato negli scorsi anni l’intero mondo della racchetta. Nonostante il basilese sia considerato tra i più forti di sempre - ed il maiorchino un suo degno avversario - la più grande rivalità è ancora considerata quella tra i mitici Björn Borg e John McEnroe, i quali si sono incontrati faccia a faccia in 14 occasioni in carriera dando vita a partite epiche.

E pensare che i due avevano un carattere profondamente diverso. Borg, infatti, era noto per la sua grande calma ed assenza (apparente, probabilmente) di emozioni, che gli permettevano di gestire al meglio ogni situazione di gioco. McEnroe era invece famosissimo per le sue sfuriate a suon di racchettate... un comportamento decisamente agli antipodi rispetto al suo acerrimo rivale. Proprio in seguito alle personalità contrastanti, la loro rivalità era definita come “Fire and Ice”.

Uno degli incontri più memorabili tra i due - se non il più memorabile di tutti - è andato in scena esattamente 33 anni fa, quando Borg e McEnroe si giocarono in una partita incredibile il titolo nella finalissima di Wimbledon. Ad avere la meglio fu lo svedese con il punteggio di 1–6, 7–5, 6–3, 6–7(16–18), 8–6, in quello che viene considerato uno dei più grandi incontri di tutti i tempi.

L’inizio della finale fu particolarmente caldo per McEnroe, il quale venne fischiato alla sua entrata in campo per aver avuto delle pesanti discussioni con gli arbitri nel corso della semifinale giocata contro Jimmy Connors. Lo statunitense, però, non si fece assolutamente intimorire e, anzi, durante la partita trovò le energie di salvare addirittura 5 “championship points” nel tie break del quarto set, che finì poi per vincere per 18-16.

Alla fine, però, fu lo svedese ad alzare le braccia al cielo in segno di vittoria, in quella che ESPN definisce ancora oggi la più bella finale di Wimbledon di sempre!


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

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