Sbadiglio 6805

Perché sbadigliamo?

Di Sofia Cripotos, 30.07.13 Curiosando

Lo sbadiglio è un riflesso che può durare dai 6 ai 10 secondi: consiste in una profonda inspirazione seguita da un’espirazione. Un tempo si credeva che sbadigliare servisse esclusivamente ad ossigenare il cervello o a ristabilire la veglia. Ora si sa che il 10% dei nostri sbadigli ha stimoli emozionali o sociali.  

Non solo l’uomo sbadiglia ma anche molti animali. Non è raro vedere un ghepardo sbadigliare prima di attaccare la sua preda, è un modo per incamerare l’ossigeno necessario al violento sforzo fisico.

Le teorie moderne dicono che lo sbadiglio è una comunicazione non verbale che sincronizza il comportamento del gruppo, per l’uomo infatti lo sbadiglio risulta contagioso quando è in compagnia di parenti, amici e anche animali domestici. Quando gli altri sbadigliano vicino a noi si attivano i nostri neuroni a specchio (cellule di reazione empatica) comunicandoci le loro sensazioni (fame-sonno-noia): individui con difficoltà a livello di capacità sociali come gli autistici e gli schizofrenici non sbadigliano.
È descritto un caso storico di 480 sbadigli all’ora cioè 8 al minuto. Questo può essere causato dalla mancanza di sonno, ansia o iperventilazione, chi assume moderni anti depressivi, ma può anche annunciare uno svenimento o un’emicrania.
Inoltre sbadigliare succede quando non digeriamo, se abbiamo esagerato con la quantità di cibo. Sono gli intercettori del nostro corpo che ci comunicano di non ingolfarlo.


"Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio si alzò e vide che non c'era nessuno." M. Luther King


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