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Revolutionary road

Di Gabriele Scanziani, 19.07.13 Tra le righe

Libro consigliato da Dino Fumaretto.

Ambientato nel 1955 nella periferia del Connecticut a pochi chilometri da New York City, Revolutionary Road, pubblicato nel 1961, è un romanzo sulla desolazione della periferia e sugli effetti, spesso disastrosi, del sistemarsi e rinunciare ai propri sogni di grandezza.

Frank e April Wheeler sono una coppia piena di promesse e buoni propositi. Sono intelligenti, brillanti e hanno un lavoro decente in città. La loro vita gli sorride fino a quando si sposano, hanno dei figli e si spostano in periferia. Dopo questi cambiamenti diventano degli infelici.

Educati, fini e signorili, Frank e April si scontrano con l'assurdità di "posti di lavoro mortali in città e case opache mortali in periferia" e pensare che stanno facendo molto bene a loro resistere. In totale negazione della realtà che li circonda, i due vivono un’esistenza quasi alienata. Frank ha un posto in cui l’uso del cervello è superfluo, lavora presso la stessa azienda in cui era impiegato suo padre, April invece si è trasformata nella tipica casalinga sola, per cui la vita è solo un lento ripetersi della medesmia routine, un giorno dopo l’altro.



Tutta la narrazione galleggia nel mare della disillusione americana, palpabile riga dopo riga. Una frase che ben fa comprendere il grigiore delle vite dei protagonisti recita “Era come se tutti avessero stipulato un tacito accordo di vivere in uno stato di autoinganno”.

Le vite sono opache come i toni delle case del vicinato, il cambiamento avviene quando Frank riceve una proposta di lavoro, questo però segnerà l’inizio del declino della coppia.


Giornalista non tesserato, appassionato di black music e delle sue varie sfumature. Attore, ballerino, presidente. Non sono nessuna di queste cose.

gabriele.scanziani@agendalugano.ch
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