Locandina pickpocket

Toccar con mano - I quaderni dell'Agorateca/2

Di Cecilia Benassi, 03.02.14 24 Fotogrammi

Versi sui musicanti ciechi

I ciechi vivono a tasto
toccando il mondo con le mani,
non conoscendo luce né ombra,
percependo le pietre:
delle pietre formano muri,
e dietro vivono uomini.
Donne.
      Bambini.
           Quattrini.

Per questo è meglio aggirare
gl'indistruttibili
                        muri.
Ma la musica che hanno in cuore
incalza.
Musica che le pietre inghiottono.

Josif Brodskij



Sezione 1. Robert Bresson.
Il significato nel gesto.

Bresson non ci offre un'interpretazione psicologica dei personaggi.
Ci mostra le loro mani, i loro piedi, le loro spalle, le loro nuche.

Io sono profondamente convinto che le cose sono più eloquenti di ogni eloquio...
Da "Le cose" di Evgenij Vinokurov



1. "Un condannato a morte è fuggito", Robert Bresson, Francia 1956, 95'.
2. "Pickpocket - Diario di un ladro", Robert Bresson, Francia 1959, 75'.
3. "L'argent", Robert Bresson, Francia/Svizzera 1982, 85'.

Sezione 2. Sokurov, Kim Ki-Duk, Kieslowski.
La comunicazione nel silenzio.

L'attenzione dell'artista nel riportare esattamente ciò che il cuore vede significa costringere le proprie inclinazioni a rispettare i silenzi e i vuoti che ogni visione contiene, perché tali silenzi e vuoti sono le basi su cui avviene il dono. In questo mondo l'immagine artistica è sempre un miracolo.
Andreij Tarkovskij



1. "Padre e figlio", Aleksander Sokurov, Russia 2003, 83'.
2. "Mother and son", Aleksander Sokurov, Russia 1997, 72'.
3. "Ferro 3", Kim Ki-Duk, Corea del Sud 2004, 95'.
4. "Film blu" - Tre colori, Krzysztof Kieslowski, Francia/Polonia, 1993, 98'.
5. "Film bianco" - Tre colori, Krzysztof Kieslowski, Francia/Polonia, 1994, 91'.
6. "Film rosso" - Tre colori, Krzysztof Kieslowski, Francia/Polonia, 1994, 99'.

Sezione 3. Andreij Tarkovskij.
Lo spirituale nel materiale.

La scoperta artistica nasce ogni volta come un'immagine nuova e irripetibile del mondo, come un geroglifico della verità assoluta. Essa si presenta come una rivelazione, come un desiderio appassionato e improvviso di afferrare intuitivamente tutte in una volta le leggi dle mondo: la sua bellezza e il suo orrore, la sua umanità e la sua ferocia, la sua infinità e la sua limitatezza. L'artista la esprime creando l'immagine artistica che è uno strumento sui generis per cogliere l'assoluto. Per mezzo dell'immagine si mantiene la percezione dell'infinito dove esso viene espresso attraverso le limitazioni: lo spirituale attraverso il materiale, lo sconfinato grazie ai confini.
Andreij Tarkovksij



1. "Lo specchio", Andreij Tarkovskij, URSS 1975, 105'.
2. "Nostalghia", Andreij Tarkovskij, Francia/Russia 1983, 125'.
3. "Stalker", Andreij Tarkovskij, URSS/Germania 1979, 163'.
4. "Andreij Rublev", Andreij Tarkovskij, URSS 1979, 190'.



Sezione 4. Arte.
Nel rapporto concreto con la realtà accadono la sua conoscenza e l'espressione di sé.

L'unica condizione da rispettare nella lotta per il proprio diritto a creare è la fede nella propria vocazione, la prontezza a servire e il rifiuto di ogni compromesso. La creazione esige veramente dall'artista che egli "perisca sul serio" (Boris Pasternak), nel senso più tragico della parola.
Andreij Tarkovskij

Dal film "Billy Elliot" di Stephen Daldry:
(A un provino di danza)
Esaminatore: Billy potresti dirci come mai hai deciso di accostarti alla danza?
Billy: (Silenzio...)       Non lo so, è successo.
Esaminatore: Beh, ci sarà stato un particolare aspetto della danza che ha colpito la tua immaginazione...
Billy: (Silenzio...)       Che si danza.
Esaminatore: Un'ultima domanda: posso chiederti Billy che genere di sensazioni hai quando danzi?
Billy: Non lo so. Una bella sensazione. Sto lì, tutto rigido, ma dopo che ho iniziato... allora dimentico qualunque cosa e... è come se sparissi. Come se sparissi. Cioè, sento che tutto il corpo cambia, ed è come se dentro avessi un fuoco, come se volassi... sono un uccello, sono elettricità.



1. "I colori dell'anima. Modigliani", Mick Davis, Usa 2004, 128'.
2. "Pollock", Ed Harris, Usa 2000, 121'.
3. "Billy Elliot", Stephen Daldry, Francia/Gran Bretagna 2000, 106'.

Sezione 5. Formazione dell'io.
La lotta con la realtà. 



Il mondo lontano
A volte tutto il mondo è lontano,
e io con un trentacinque di scarpe
sono alta due metri e dieci
e guardo a terra da lontano.
E così anche il mare è lontano
e anche il cielo e i volti,
i libri il calamo la carne
- la mia pelle e le mie ossa - 
i pensieri e il consunto asfalto
sono lontani fino all'infinito.
E laggiù, vertiginosamente là, laggiù,
là tutto è malfermo e malcerto
come quel piede taglia trentacinque.


Dal film "Il delitto Fitzgerald"
Comincia a vedere la tristezza ovunque. Tutte le facce erano diverse, ma uguali. Vedevo la tristezza in ogni volto, il cuore mi si spezzava sempre,e ogni volta era come la prima volta.
Non riuscivo più a dormire e sentivo una stretta al petto, era come se stessi soffocando. la tristezza era ovunque e io non potevo fare niente. Avrei solo voluto che andasse via.
La cosa peggiore è sapere che c'è bontà nelle persone, ma per lo più resta sepolta nel profondo.



1. "Paranoid Park", Gus Van Sant, Usa/Francia 2007, 82'.
2. "Birdy. Le ali della libertà", Alan Parker, Gran Bretagna 1985, 120'.
3. "Edward mani di forbice", Tim Burton, Usa 1990, 103'.
4. "Il delitto Fitzgerald" (tit. or. "The United States of Leland"), Matthew Ryan Hoge, Usa 2003, 108'.
5. "In un mondo migliore", Susanne Bier, Danimarca 2010, 104'.

Sezione 6. Il vuoto. L'inattingibilità dell'essere e il congelamento dell'io.
L'impossibilità di un rapporto creativo e familiare con la realtà.



1. "Last days", Gus Van Sant, Usa 2005, 97'.
2. "Gerry", Gus Van Sant, Argentina/Usa 2002, 103'.
3. "Elephant", Gus Van Sant, Usa 2003, 81'.
4. "Fuoco fatuo", Luis Malle, Francia/Italia 1963, 110'.
5. "Il diavolo probabilmente...", Robert Bresson, Francia 1977, 100'.


 


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