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Dynasty Warriors 8

Di Simon Lerose, 27.07.13 Game of the Week

Game of the Week ritorna questa settimana presentando l'erede di una serie tanto amata nei primi anni di attività, ma che si è purtroppo lasciata andare, presentando ben otto capitoli più eventuali spin off, senza però apportare modifiche originali.

Il gioco è sempre lo stesso, siamo nella Cina medioevale dove, secondo la leggenda, le tre più potenti dinastie, i Wu, gli Shu e i Wei, si affrontano in epiche battaglie per conquistare il dominio dell'impero.

In breve, il gioco offre la possibilità di affrontare diverse missioni e proseguire nella storia utilizzando uno dei circa ottanta personaggi a disposizione. Nello Story Mode si potrà quindi proseguire con la storia di ognuno di essi, guadagnando armi e migliorando le caratteristiche. Una formula classica che viene ripresentata senza particolari modifiche.

Sul campo si affronteranno ondate di nemici particolarmente passivi che periranno sotto la vostra lama senza quasi attaccarvi, ma comportandosi come dei manichini che servono quasi solo a fare numero nella statistica delle uccisioni.

A livello di gameplay Dynasty Warriors rimane, purtroppo, sempre lo stesso: la classica sequenza di attacchi normali con il colpo potente alla fine per spazzare via i nemici che si trovano sulla vostra strada.

Citiamo un paio di novità che sono state inserite, come gli Storm Attack, mosse passive che si attivano quando vi scontrate con un generale che ha un'arma appartenente a un elemento opposto alla vostra. Questo scatenerà un attacco automatico con una lunga successione di colpi letali. Il problema di questa novità sta nel fatto che si attiva automaticamente senza poterlo controllare, rendendo critiche alcune fasi di gioco.

La seconda novità sta nella nuova barra speciale, simile al Musou, la quale si comporta come una semplice Rage Mode che offre la possibilità di eseguire combo imbarazzanti per potenza e durata. Inoltre attirerà a sé i nemici che rimbalzeranno contro di voi rendendo questa modalità una trovata semplice per sbarazzarsi di una quantità incredibile di nemici in pochi secondi. Avremmo potuto apprezzare piuttosto delle novità in questo senso, cercando di lavorare nel senso opposto, invece di inserire modalità ancora più semplici per uccidere i nemici, magari concentrarsi su modalità che lavorano alla qualità, pensando soprattutto alla poca evoluzione che il gioco ha subito in circa quindici anni di esistenza.

Un altro punto critico risiede nella grafica imbarazzante che, all'imminente arrivo delle console next-gen propone una grafica vecchia e poco raffinata, che ha l'unico merito di far tuffare il giocatore in un ambiente che ricorda i primi capitoli della serie.

L'unica novità che potrebbe stuzzicare l'interesse del giocatore sta nella nuova modalità Ambition, nome curioso per un gioco che purtroppo di ambizione non ne ha più tanta.

La modalità permette di sviluppare un appezzamento di terra con l'obiettivo di creare un palazzo per l'imperatore. Per fare questo bisognerà lanciarsi in battaglie che permetteranno di guadagnare alleati o materiali, utili alla costruzione e allo sviluppo dell'area, creando varie strutture di supporto che conseguiranno alla creazione di un piccolo villaggio.

Questo quindi l'elemento dal quale Koei sceglie di ripartire, dando un minimo di vitalità e speranza.

In conclusione Dynasty Warriors 8 non è il gioco che tutti aspettavamo, pensando alle potenzialità delle console next-gen in arrivo a fine anno si potrebbe fare qualche sforzo in più in materia di sviluppo di giochi, ma il team di Koei sembrerebbe essere indifferente a questo aspetto.

Certo il gioco cerca di rinnovarsi partendo dalla modalità Ambition, propone comunque una campagna particolarmente longeva e apporta alcune piccole modifiche a livello di gameplay, ma in fin dei conti, se non per qualche fan accanito, Dynasty Warriors 8 non è il lume nel buio che aspettavamo. Non rischia nemmeno di deludere le aspettative dei giocatori, che ormai si sono abituati al poco interesse suscitato dalla serie, grazie anche ai capitoli più o meno poveri degli ultimi anni.
 


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simon.lerose@luganonetwork.ch
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