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A caccia di stile: il Boho-Chic e il Bobo-Chic

Di Sabrina Rauseo, 06.08.13 Curiosando

Definito tra i look più fashion e a bon  marché degli inizi del 21esimo secolo, è nato dall’incontro di vari elementi della cultura bohémien ed hippie ma in chiave più chic e vintage.

Il Boho-Chic in Europa raggiunge l’apice intorno al 2004-05, dopo che l’attrice Sienna Miller in occasione del Glastonbury Festival lo adottò come suo look personale, ed insieme a lei alcuni abitanti del distretto W10 di North Kensington di Londra, area associata al movimento Bohémien sin dagli anni ’50, come pure il Greenwich Village di Manhattan.

Anche se precedentemente al 2004 una giornalista usò proprio il termine Boho-Chic riferendosi a Kate Moss.
Gli abiti boho chic cominciarono ad apparire in ogni negozio di Londra nella primavera del 2005 e tale fu il successo che le sue aderenti furono anche soprannominate “Siennas”, in riferimento alla Miller.
Oltre a gonne svolazzanti (possibilmente lunghe e bianche), larghi cardigan, tuniche ricamate, gilet coperti di pelliccia e stivali da cow boy, un altro accessorio che non poteva mancare era la “hobo bag”, la borsa in cuoio da vagabondo. Altri elementi del boho-chic erano i leggins, che videro impennare le vendite in Inghilterra.

Boho, è un’abbreviazione di bohémien o bohème.



Il Bobo-Chic, invece, deriva (crasi linguistica) da bourgeois - bohémien, termine coniato da un giornalista americano, David Brooks.
Riferendosi ad una categoria -i “bobos”- di consumer molto attenti, super chic che non badano a spese pur di consumare con stile secondo i propri principi etici (ecologia, rispetto dignità umana, arte,…).
“L’avvenuta unione di stili e concetti borghesi con quelli bohémien -l’avere e l’essere- non più così inconciliabili!”


"Essere naturali è una posa difficile da mantenere" (cit.)


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