Matrimonio1

Quando è nato il matrimonio?

Di Eliana, 16.08.13 Curiosando

Il matrimonio, inteso come unione tra due persone finalizzata alla formazione di una famiglia, esiste sin dall’antichità con formule e riti che sono stati modificati nel tempo: già i Babilonesi 4mila anni fa cerimoniavano questo rituale.

Il significato della parola matrimonio deriva dal latino matrimonium, dall’unione delle parole mater (madre, genitrice) e munus (compito, dovere) e indicando il compito di madre. Lo stesso vale per la parola patrimonium: patri (padre) munus (compito, dovere) quindi compito di padre.

Nell’antica Roma attraverso il diritto romani si diffuse il rito pubblico  “legalizzato” di unione della famiglia. Grazie al iustae nuptiae i figli nati dall’unione erano legittimati come figli naturali, podestà del padre, rendendoli membri della comunità.

Con il declino dell’impero romano talvolta il matrimonio veniva benedetto ma senza un valore ufficiale, era di fatto ancora un contratto vero e proprio sancito da una promessa reciproca.
La Chiesa cristiana nel 1215 rese il matrimonio un sacramento e, in quanto tale, sacro e indissolubile. Successivamente venne sollecitata l’introduzione del divieto di divorzio (‘313), il fondamento consensuale del matrimonio (‘800) e venne  allargata la concezione di incesto. A partire dal 1563 tutti i matrimoni dovevano essere celebrati davanti ad un parroco e a due testimoni.

Nel 1874 viene introdotto il matrimonio civile e ad oggi è l’unico riconosciuto legalmente dalla Confederazione.

Secondo Aristotele l’età migliore per il matrimonio è di 37 anni per l’uomo e 18 anni per la donna. 


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