Crowdfunding

Crowdfunding, il nuovo sentiero della solidarietà

Di Corinne, 08.08.13 SocialMente

 “Non vi è miglior prova del progresso della civiltà che quella del progresso della cooperazione

John Stuart MillCivilizzazione, 1836

 

Nei periodi di crisi come questo trovare fondi per un progetto sociale è una grande sfida. L’investimento pubblico è diminuito considerevolmente e le persone non sono disposte a fare grandi donazioni. Inoltre è difficile trovare piccoli donatori a lungo termine. Per poter portare avanti i numerosi progetti, le associazioni hanno dovuto trovare nuove e ingegnose formule di raccolta fondi.

Oggigiorno è in voga il Crowdfunding. Letteralmente tradotto significa "finanziamento di massa, della folla". Si tratta di un "finanziamento comune" da parte di un gruppo di persone a sostegno di un’idea imprenditoriale di qualsiasi tipo, abitualmente ricevendo qualcosa in ritorno: dal biglietto di ringraziamento a una parte dei profitti stessi. Nel sociale con questo finanziamento collettivo si raccolgono, e si donano, piccole somme per sostenere progetti concreti verso i quali si nutre interesse.

Il web è solitamente il portale che permette l'incontro e la collaborazione delle persone coinvolte in un progetto di crowdfunding. Per far partire la colletta i promotori possono fare uso di iniziative autonome con pagine web sviluppate ad hoc oppure di piattaforme di crowdfunding. Anche se ci sono alcuni casi esemplari di iniziative portate avanti senza ricorrere ad una piattaforma è più usuale fare uso di questi siti di finanziamento collettivo, fatto che spiega la straordinaria crescita mondiale negli ultimi cinque anni (+600%) del numero di piattaforme, tendenza destinata a proseguire anche in futuro secondo gli esperti.

Le piattaforme di crowdfunding sono siti web che facilitano l’incontro tra coloro che fanno una domanda di finanziamento e i donatori. Le prime piattaforme erano destinate a progetti sociali o "senza scopo di lucro" ma il concetto si è rapidamente esteso. Oggi il crowdfunding si può riferire a processi di qualsiasi genere, dall'aiuto in occasione di tragedie umanitarie al sostegno all'arte e ai beni culturali, al giornalismo partecipativo, fino all'imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica.

In base al tipo di ritorno che ottengono i donatori si possono categorizzare le piattaforme in tre tipi. Quelle basate su ricompense (reward-based) sono le più diffuse. I donatori ricevono in cambio un omaggio in riconoscenza. Nel modello “Tutto o niente” se l’obiettivo non viene raggiunto entro un periodo di tempo prefissato il finanziamento si considera fallito e l’organizzazione che propone il progetto non riceve nulla. Nel modello “Prendi tutto” il finanziamento giunge al progetto a prescindere dal raggiungimento dell’obiettivo entro la scadenza fissata.

Per fare un esempio si può citare un progetto che nell'ultimo anno sta girando per l'Italia e la Svizzera italiana: "Un indovino ci disse". Si tratta di un'iniziativa di crowdfunding a sostegno della produzione del film (per la regia di Mario Zanot) tratto da "Un indovino mi disse", testo che racconta le peregrinazioni di Tiziano Terzani per l'Asia, quando decise di seguire le raccomandazioni di un veggente. La profezia lo portò nel 1993 a intraprendere un viaggio solo per via terra, mare o fiume, che altro non è che un itinerario interiore.

I promotori hanno deciso di devolvere una parte degli incassi del film, al netto delle spese di produzione, a Emergency, per l’ospedale di Lashkar-gah in Afghanistan, che nel 2004 è stato intitolato a Terzani; un centro chirurgico in cui il 60% dei pazienti ricoverati è curato per ferite di guerra causate da bombe, mine antiuomo e pallottole, e dove un terzo dei pazienti ha meno di 14 anni. Nell’eventualità che la cifra raccolta attraverso il finanziamento popolare non fosse sufficiente a garantire la produzione del film, l’intero importo, tolte le spese documentate, verrà devoluto ad Emergency.


"Non ho particolari talenti, sono solo appassionatamente curiosa." (cit.)


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