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Quando una mosca ti spia

Di Gabriele Scanziani, 16.05.13 Incredibles

Un tempo James Bond aveva microspie delle dimensioni di una penna, registratori audio grandi quanto un bottone e videocamere nascoste nelle scarpe. La realtà di oggi è più avanzata da un punto di vista tecnologico, ma anche più sconcertante. Si tratta di droni: robot con limitate capacità decisionali, che possono essere comandati da remoto. Tali macchine sono usate da diverso tempo sia in ambito militare che civile, ad esempio tramite degli aerei privi di pilota per il monitoraggio di territori in guerra o di siti con presunte basi terroristiche.



La novità tecnologica sconcertante è oggi rappresentata dalle dimensioni e dalle fattezze dei nuovi droni, questi infatti hanno assunto l’aspetto di minuscoli insetti. Libellule, mosche, perfino zanzare create dai laboratori militari di robotica con lo scopo di spiare il nemico confondendosi con l’ambiente e senza destare il minimo sospetto. 
C’è da chiedersi quali siano i limiti della scienza e quanto l’industria militare li stia spingendo oltre.
 


Giornalista non tesserato, appassionato di black music e delle sue varie sfumature. Attore, ballerino, presidente. Non sono nessuna di queste cose.

gabriele.scanziani@agendalugano.ch
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