Motogp rossi 300

18 agosto 1996, la prima vittoria di Valentino Rossi in carriera nel motomondiale

Di Andrea Branca, 18.08.13 Today in sports

Tutti conosciamo Valentino Rossi, un po’ per i suoi grandissimi successi nel mondo della MotoGP (ben 6 i mondiali vinti), un po’ per la sua simpatia ed il suo modo di fare assolutamente unico. La sua avventura a tutta velocità era iniziata sin da ragazzino, ma è solamente nel momento in cui fece il grande salto nel motomondiale che il pilota italiano divenne un vero e proprio fenomeno a livello mondiale!

Un ruolo fondamentale nella sua corsa verso il successo e la popolarità la ebbe indubbiamente la giornata di oggi, visto che proprio il 18 agosto del 2005 il giovane di Urbino conquistò la sua prima vittoria nel motomondiale, risultando il più veloce di tutti nella Classe 125 nel Gran Premio della Repubblica Ceca corso sul Masaryk Circuit di Brno.

La gara aveva preso una piega positiva per Valentino Rossi già nel corso della qualifica, dato che aveva conquistato in sella alla sua Aprilia la sua prima pole position in carriera grazie al tempo di 2:11:140. Nella corsa svoltasi esattamente 17 anni fa, invece, Rossi conquistò i suoi primi 25 punti pieni della carriera con il tempo totale di 42:16:229, risultando 0.245 secondi più veloce del compagno di scuderia spagnolo, Jorge Martinez.

Valentino Rossi si fece così valere a distanza nei confronti del “collega” di scuderia e connazionale Max Biaggi, che in quell’occasione vinse invece la più gettonata gara della Classe 250. Per il giovane pilota la vittoria ottenuta oggi, nel 1996, ha rappresentato la prima grande soddisfazione nella sua stagione d’esordio, iniziata in maniera promettente e culminata in quel gradino più alto del podio che sicuramente si ricorderà per tutta la vita.

Presente in quello storico momento anche la mamma Stefania, la quale si raccomandò con lui prima della premiazione: “Mi raccomando, adesso sali sul podio e comportati bene”, le aveva fatto. Felicissimo anche il padre Graziano: “È bravissimo, ma non dite che va forte perché ero un campione, io non gli ho mai dato consigli. Avrei preferito che mio figlio corresse in auto, con quattro ruote c’è più equilibrio: ma era un’attività troppo costosa, e così anche lui ha seguito le mie orme come motociclista”.


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

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