Splinter sam fisher

Splinter Cell Blacklist

Di Simon Lerose, 24.08.13 Game of the Week

Sam è tornato, questo è ciò che gli amanti di Splinter Cell desideravano. A tre anni dall’uscita di Conviction, Sam Fisher torna sul campo, in un gioco che (finalmente) viene riconosciuto come un vero Splinter Cell.

Blacklist è sicuramente uno dei giochi più attesi dell’anno e, dopo il cambio di rotta sancito dal precedente episodio, torna a proporre le meccaniche classiche di Splinter Cell, con qualche modifica chiaramente, ma senza tradire le radici stealth che l’hanno reso grande.

La storia è un classico della serie e delle tematiche che stanno a cuore al buon Tom Clancy, prolifico scrittore che ha firmato gli episodi della pluripremiata serie di videogiochi.
Un gruppo terroristico chiamato Gli Ingegneri impone un ultimatum alla Casa Bianca, ordinandole di ritirare le sue truppe all’estero; se così non fosse gli USA cominceranno a subire un attacco ogni sette giorni.
Da questo punto parte l’avventura di Sam Fisher che per la prima volta viene messo al comando dell’organizzazione Fourth Echelon, nata dalle cenerei di Third Echelon, gruppo antiterroristico tenuto segreto dal governo statunitense. Sam si ritrova in mano le redini dell’organizzazione, anche se questo elemento non ha particolari ripercussioni sul gameplay, a parte forse la scelta di alcune missioni che possono essere giocate in ordine diverso.

Il gameplay è l’elemento che più colpisce, in quanto si nota un ritorno alle origini fuso con novità interessanti che portano anche freschezza. Conviction è stato una doccia fredda per gli amanti delle avventure dell’agente nell’ombra: lo stile furtivo tipico della serie era stato quasi del tutto appiattito per lasciare spazio a numerose sequenze dove l’azione pura la faceva da padrone. Ubisoft Montreal ha deciso di reintegrare quegli ingredienti stealth e gadget tanto caratteristici, per regalare nuovamente un buon capitolo di Splinter Cell.


Oltre ai gadget troviamo il Paladin, l’aereo che funge da quartier generale di Fourth Echelon, troviamo anche l’abbigliamento di Sam, migliorabile per fornire al protagonista aiuti e potenziamenti utili durante l’avventura. Da esso sia ha la possibilità di visualizzare le varie missioni, solo, coop o multiplayer, parlando con i vari colleghi presenti: l’hacker Charlie, il soldato Briggs che accompagnerà Sam in diverse missioni e la già nota Grimsdottir, sempre presente nelle avventure di Sam, con il quale i rapporti si sono incrinati dopo le vicende di Conviction.
Il sistema di gestione delle missioni e dei potenziamenti direttamente dall’aereo appare simpatico e relativamente originale, porta cambiamento rispetto al classico menu presente in altri titoli e permette di sentirsi un po’ più parte dell’avventura, anche se dopo qualche tempo può diventare noioso.

Oltre alle videocamere con gas soporifero, bomba integrata, drone telecomandato e altre diavolerie alla 007, Sam presenta delle novità a livello di stile. Il nostro agente ha la possibilità di affrontare ogni situazione in maniera diversa, seguendo l’approccio Fantasma, più furtivo e discreto, adatto a coloro che intendono intraprendere percorsi secondari all’insegna dell’invisibilità. L’approccio Pantera che trasformerà Fisher in un assassino dell’ombra, permettendogli di non essere visto e mietendo vittime grazie ai letali colpi di Karambit, il pugnale ricurvo che riceve all’inizio dell’avventura. Infine, si trova l’approccio Assalto, introdotto in Conviction, che come si può ben capire vedrà un Sam Fisher armato di fucile d’assalto, non interessato alla delicatezza e alla discrezione, ma pronto piuttosto a farsi strada con granate e altri gadget più letali.


I tre stili non potranno essere scelti all’inizio della missione come accadeva nei vecchi capitoli, ma tutto ciò resterà una scelta immediata del giocatore che deciderà come affrontare le singole situazioni all’interno dell’avventura stessa.
Alla fine di ogni livello poi verrà dato un punteggio di stile che fornirà anche una retribuzione, spendibile per migliorare armi, gadget o il Paladin.

C’è da dire che Ubisoft Toronto ha reintrodotto “il buio”, elemento forse un po’ dimenticato in Conviction, che permetteva a Sam di nascondersi nell’ombra per agire quasi indisturbato verso l’obiettivo. Chiaramente non tutte le missioni si svolgeranno al buio, ma anche in location soleggiate, come nelle prime missioni, le zone d’ombra all’interno dello scenario saranno ben piazzate e permetteranno di svolgere il proprio lavoro silenziosamente.

L’episodio Conviction lascia in eredità la meccanica del Tag & Kill, che permette di “marcare” i nemici per poi concatenare una serie di attacchi che permettono di liberarsi di questi ultimi in poche mosse. La meccanica è interessante, forse un po’ più vicina all’azione, ma sempre senza sconvolgere la vena stealth, in quanto per marcare e uccidere i nemici bisogna prima effettuare vari “takedown” silenziosi per caricare tale opzione.


Un altro elemento interessante di cui parlare è sicuramente l’I.A. che è stata migliorata per alcune cose. Se i nemici sono ignari della presenza di Sam, continueranno imperterriti con i loro percorsi predefiniti, mentre, se verranno allertati, cominceranno a muoversi in maniera piuttosto intelligente, scegliendo percorsi alternativi per mettere il protagonista K.O. Inoltre, dopo tre tentavi falliti, i nemici modificheranno i loro pattern o addirittura si sposteranno in altre zone, creando quindi una grande componente di imprevedibilità nel gioco.

Gran parte del gioco è sicuramente dedicata alle missioni cooperative, online o in split screen e al multiplayer, riassunto nella mitica modalità Spies vs. Mercs, presente già in alcuni dei precedenti capitoli.
Questi due elementi conseguiranno all’aumento della durata del gioco che prevede circa dieci ore per completare la campagna, lasciando spazio a coop e multiplayer che potranno addirittura triplicare il tempo speso a giocare a Blacklist.

In conclusione Splinter Cell Blacklist è un gioco molto buono che riprende l’identità persa con gli ultimi due capitoli: meccaniche stealth e gadget ultra-tech, elementi che si collegano subito a Sam Fisher.

Ubisoft ci regala quindi un capitolo nuovo e degno di portare il nome della gloriosa serie, forse non il migliore di sempre, ma sicuramente un episodio che garantirà momenti entusiasmanti da soli o in compagnia di amici, per un gioco tanto atteso che non delude le aspettative ma, al contrario, le sorpassa.


"When all are one and one is all" Led Zeppelin

simon.lerose@luganonetwork.ch
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