Taylornotesntones

Notes and Tones

Di Gabriele Scanziani, 23.08.13 Tra le righe

Libro consigliato dal Greg Burk Trio.

Come batterista, Taylor ha suonato con i migliori. Fin dai primi anni '50 è apparso in più di 200 album jazz, molti di questi sono dei classici della musica. Taylor ha suonato con Charlie Parker, Coleman Hawkins, Bud Powell e Sonny Rollins. Questo libro dimostra che AT, così lo chiamano i musicisti jazz, è in gamba sia come percussionista che come intervistatore. Ha registrato le conversazioni con 27 artisti, tra cui Miles Davis, Dizzy Gillespie, Ornette Coleman, Nina Simone e Erroll Garner, avvenute per lo più in Europa tra il 1968 e il 1972.
L'impostazione e la schiettezza di queste interviste rende il libro una piccola perla. Un bell’esempio è dato nel dialogo con Johnny Griffin, che confessa: "Ammetto che se fossi rimasto in America, sarei morto. Ero uno zombie quando ho smesso con la droga."
Art Taylor è afroamericano, ciò gli ha permesso di entrare a contatto con il mondo degli artisti di quell’epoca in un modo in cui nessun bianco sarebbe mai riuscito. Intervistatore e intervistato vivono la stessa realtà, suonano la stessa musica, soffrono le stesse pene e condividono i medesimi successi.
Arts and Tones descrive un importante pezzo di storia aforamericana, esplora la profondità del sentimento, fa rivivere la loro musica e aiuta a comprendere come si siano conquistati un posto nella società dei bianchi. Ornette Coleman, per esempio, dice: "io sono nato nella comunità nera, dove la cosa migliore da fare è rimanere pulito, senza permettere mai a nessuno di sapere quali siano i tuoi problemi. Ho vissuto per strada indossando solo una coperta quando avevo fame. So che, se sei pulito, almeno la dignità di essere umano ancora non l’hai persa".


Giornalista non tesserato, appassionato di black music e delle sue varie sfumature. Attore, ballerino, presidente. Non sono nessuna di queste cose.

gabriele.scanziani@agendalugano.ch
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