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29 agosto 2000, l’Ambrì gioca la sua seconda finale di Supercoppa europea

Di Andrea Branca, 29.08.13 Today in sports

L’Ambrì Piotta ha vissuto recentemente della stagioni difficili, con i playoff che mancano in Leventina oramai dal 2006 e con la situazione finanziaria del club che a scadenze regolari torna a preoccupare seriamente tifosi e dirigenza. Con la stagione 2013/14 alle porte che sembra promettere sul piano sportivo delle prospettive interessanti, per i sostenitori biancoblù la data di oggi rappresenta sicuramente un motivo d’orgoglio, perchè il 29 agosto 2000 l’Ambrì Piotta giocò a Magnitogorsk la sua seconda finale europea di Supercoppa.

Dopo aver trionfato alla Valascia un anno prima, esattamente 13 anni fa la formazione allora allenata da Serge Pagé si ritrovò a sfidare nuovamente il Metallurg Magnitogorsk, in una sorta di rivincita che si svolse al Romazon Winter Palace davanti a 5’000 spettatori. In quell’occasione, però, ad avere la meglio furono i russi con il punteggio di 3-2 all’overtime, con il match che si decise grazie alla rete di Troshchinski dopo soli 30 secondi dall’inizio del tempo supplementare.

L’Ambrì aveva però retto il confronto alla grande e, dopo un primo tempo “sonnecchioso”, i biancoblù hanno reagito con determinazione al gol incassato al 27’23 da Belussov, pareggiando al 46’37 con il giovane Omar Tognini. In quel 29 agosto la quarta linea dei leventinesi era stata capace di dimostrare tutto il suo valore, con lo stesso Tognini, Lakhmatov ed Imperatori che avevano dato filo da torcere alla difesa avversaria.

Nonostante questo, ad 8 minuti dal 60esimo i padroni di casa erano riusciti a tornare in vantaggio con Korechkov. Il secondo pareggio dei ticinesi era così arrivato in “extremis” grazie al canadese Daniel Marois a soli 26 secondi dallo scadere, con Pauli Jaks richiamato in panchina e l’Ambrì schierato a 6 contro 4.

Come detto il KO definitivo è arrivato all’overtime, ma questo non ha impedito ai giocatori biancoblù di uscire a testa alta dalla sfida europea di riportare a casa un ricordo ed un’esperienza che pochi altri club svizzeri hanno avuto l’opportunità di vivere.


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

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