1995 mellon collie and the infinite sadness front cover

Smashing Pumpkins: l'infinita tristezza di Billy Corgan

Di Gabriele Scanziani, 25.09.13 Il disco della settimana

Ho già scritto di questo disco e, da una prospettiva più generica, ho ampiamente parlato dell’approccio di Billy Corgan verso la musica. Ciò che non ho tuttavia mai fatto è affrontare il modo in cui questo è sfociato nella creazione di uno dei doppi album più interessanti della storia del rock. La prima domanda da porsi quando si esamina un lavoro complesso è “perché”. Perché, dopo l’enorme successo di Siamese Dream, tre volte album di platino, un autore decide di creare 28 canzoni che, musicalmente, non hanno nessun filo conduttore l’una con l’altra? La cosa più interessante però non sono le domande, ma le risposte che ne derivano.

Le 28 tracce di Mellon Collie And The Infinite Sadness non sono legate da un filo, musicalmente parlando. Non c’è la ricerca di un suono particolare che fa da collante dell’intero progetto. Le canzoni stanno insieme concettualmente attraverso la vicenda che narrano: una giornata nella vita di un tipico adolescente alienato. In effetti è questa la storia nel disco: il tipico giorno di un giovane atipico. Una storia “dall’alba al tramonto” come lo stesso Corgan ama definirla. Sebbene l’album duri più di due ore, si tratta di una delle rare uscite rock la cui massa è giustificata dell’insieme del progetto, differendo completamente da altri lavori, come Use Your Illusion dei Guns n’ Roses, a tutti gli effetti due LP separati alla ricerca di un suono. Gli Smashing Pumpkins, invece, qui ci narrano un racconto che cambia suono ad ogni capitolo.



Questa la storia nel disco, la storia del disco è ancora più impressionante. Nel corso della realizzazione Corgan ha scritto e composto da solo 26 delle 28 canzoni, e ha co-prodotto l'album con Flood (U2, Depeche Mode) e Alan Moulder (My Bloody Valentine, Ride e Nine Inch Nails ). La presenza di Corgan come regia occulta dell’album è innegabile, ma Mellon Collie ha un gusto musicale diverso, più evoluto rispetto al suo predecessore. Tant’è che incorpora trame barocche come arpa, archi e pianoforte, pur mantenendo il bordo ruvido e l’intima atmosfera che facilmente si ricrea fra vecchi amici, intenti a suonare insieme nella loro sala prove.

Corgan e James Iha si lasciano andare, quasi si stessero allenando su più fronti, coprendo la gamma che va dallo stile pulito e perfetto di Tom Scholz, fino ad arrivare al suono sporco e spigoloso dei Sonic Youth. Queste oscillazioni estreme sono solite infastidirmi parecchio, poiché mi danno l’idea che la band non sapesse che direzione prendere, eppure tali variazioni sono indispensabili nel descrivere la storia che Billy Corgan ha in mente. Come si può parlare di un giovane che si sente frustrato, disadattato e fuori dalla società, se non seguendo musicalmente gli enormi cambiamenti d’umore di cui è vittima? Il motivo per cui il cantante degli Smashing Pumpkins è così talentuoso in questo arduo compito non va ricercato lontano. Chi ha sofferto parecchio è in grado di parlare della sofferenza in un modo che agli altri sfugge. In questo Corgan è imbattibile.

Il cantante è figlio illegittimo delle sue stesse contraddizioni. È un romantico che crede nel potere di redenzione dell'amore, ma è anche un cinico arrabbiato e costantemente deluso da coloro che ama. È un sognatore fermamente attaccato all’idea di redenzione e di riscatto personale, nell’animo di un depresso autolesionista con frequenti pensieri suicidi. Chi è restio ad analizzare in profondità e ama giudicare un libro dalla copertina, difficilmente resterà incantato da questo disco degli Smashing Pumpkins. Chi, d’altro canto, ama esplorare ciò che sta ascoltando, comprendendone la provenienza e le influenze, addentrandosi sia nel testo che nelle melodie, riconoscerà in Mellon Collie And The Infinte Sadness uno degli album più belli del decennio degli anni Novanta.

Per me, che con le parole ho a che fare ogni giorno, i testi delle canzoni sono una parte centrale. Mi risulta estremamente difficile scindere una canzone in due parti: melodia e testo. Al contrario, sono più che convinto che gli elementi debbano sposarsi per dare vita a qualcosa di nuovo. Per trattare la scrittura di Corgan ho scoperto che il mio modo di vedere era antiquato, se non addirittura vetusto e decisamente troppo accademico. I suoi testi non sono destinati ad essere analizzati al microscopio. Al pari dei Depeche Mode o dei My Bloody Valentine, le parole di Corgan paiono scritte per evocare uno stato d'animo attraverso la musica. Quasi lo scopo fosse unicamente quello di esorcizzare i propri demoni. Tuttavia, le voci sono troppo di primo piano nel mix del disco per accettare il fatto che i testi descrivano semplicemente un “mood”.



Musicalmente, Mellon Collie solidifica la posizione di Corgan come uno dei cantautori più ambiziosi della sua generazione. Tuttavia, poiché la perfezione non è di questa terra, la mia critica riguarda proprio i testi. Pur accettando a braccia aperte la depressione del Nostro, ammetto che l’approccio auto terapeutico di Billy Corgan, sebbene più profondo di molti, rischia di sfociare in una digestione decisamente più difficile rispetto a quello di un altro esploratore come Waters che cantava: “We don’t need no education / We don’t need no thought control”. Rimango quindi più affezionato a temi con un peso specifico minore rispetto a quelli trattati dal leader degli Smashing Pumpkins. Non fatico però ad ammettere che il modo in cui Corgan affronta questi argomenti mi incanta, rendendo la mia critica quasi superflua e dandomi del filo da torcere nel trovare una posizione netta. Nonostante la depressione, le tendenze suicide e l’autolesionismo, la “tristezza infinita” a cui fa riferimento il titolo si infrange come un’onda sul bagnasciuga nell’ultima traccia, delicata e redentrice ballad d’amore, di tutti gli amori. La giornata del nostro adolescente problematico si conclude quindi con la speranza, lo sguardo rivolto verso un futuro incerto, ma forte della consapevolezza di aver superato la tempesta. Buon viaggio.


Giornalista non tesserato, appassionato di black music e delle sue varie sfumature. Attore, ballerino, presidente. Non sono nessuna di queste cose.

gabriele.scanziani@agendalugano.ch
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