Streghe

La persecuzione delle streghe nel Medioevo

Di Tatiana Dosières, 10.10.13 Curiosando

La persecuzione delle streghe, anche detta “caccia alle streghe”, fu un fenomeno storico del Medioevo, che si verificò all’incirca alla fine del 15° secolo e perdurò fino all’inizio del 18°. In quell’epoca donne che erano ritenute pericolose, fanatiche religiose o complici di stranezze varie, venivano perseguite e perlopiù condotte al rogo.

La stragrande maggioranza di queste persone erano innocenti, appartenevano a una classe sociale inferiore, per cui si suppone fossero facilmente prese di mira perché fragili. Si trattava solitamente di vedove, prostitute, levatrici e soprattutto guaritrici; con loro anche i loro figli, specialmente se femmine.

Le più “cacciate” erano soprattutto le guaritrici, alle quali la popolazione rurale si rivolgeva in maggior modo visto che i costi di medicine e medici erano elevati e la conoscenza di quest’ultime non era da meno di quella medica. A causa dell'utilizzo d'infusi di piante e decotti vari venivano considerate delle “streghe” che praticavano fatture con questi ingredienti.

Erano ritenute “streghe” anche coloro che possedevano gatti neri, avevano i capelli rossi o un neo nell’iride dell’occhio (il cosiddetto segno del diavolo).

Con motivazioni prese da futili ragioni, molte donne furono torturate e messe al rogo. Diverse di loro, poiché sotto tormento e in cambio della riduzione del dolore, furono obbligate a fare il nome di persone benestanti che avevano avuto contatti con loro. In questo modo tali persone venivano considerate alla stregua delle streghe e, dopo essere state ingiustamente condannate, avrebbero subito la confisca dei loro beni.

Come disse bene Voltaire: "le streghe hanno smesso di esistere quando “abbiamo” smesso di bruciarle!"


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