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Perché rovesciare il sale porta male?

Di Tatiana Dosières, 13.10.13 Curiosando

Tradizioni e superstizioni riportano che rovesciare il sale sia presagio di sfortuna.

Questa leggenda nasce per il valore che un tempo possedeva, considerato merce rara e articolo di lusso; derrata con la quale i soldati venivano retribuiti e dunque all’origine della parola “salario”. Si dice che i vincitori usavano spargerlo sul terreno dei vinti, per sottolineare il loro trionfo.
Il sale era anche uno dei pochi metodi di conservazione degli alimenti fino al 1700 e grazie alle sue proprietà veniva utilizzato per prevenire carenza di sodio e potassio. Di conseguenza farlo cadere equivaleva a un grande danno e alla perdita di un’importante risorsa.

Una storia, forse inventata ma che spiega bene come sia nata questa superstizione, narra che il sale veniva offerto agli ospiti in segno d’amicizia, posizionato in una coppa al centro della tavola. Un giorno, un invitato inavvertitamente la rovesciò e il padrone di casa si arrabbiò al punto che lo uccise. Inoltre nel dipinto “L’ultima cena” di Leonardo da Vinci si vede del sale rovesciato sulla tovaglia, il giorno dopo Gesù fu tradito da Giuda.

Il sale è anche un simbolo sacro. Non si dice forse che il diavolo offre sempre pietanze senza sale? Questo perché il sale esorcizza il male, ma anche perché il sale, grazie alle sue proprietà cicatrizzanti e disinfettanti permette di tener lontano il malocchio.

Per evitare la iattura, si dice occorra prendere un pizzico del sale versato e gettarselo dietro la spalla sinistra. È sempre meglio non sfidare la sorte!


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