Cipressi viale

Perché il cipresso è l’albero dei cimiteri?

Di Antonia, 01.11.13 Curiosando

Alle nostre latitudini troviamo spesso il cipresso come albero ornamentale di cimiteri e luoghi di culto.

Dai tempi dei Romani fino ad oggi, il cipresso è simbolo d'immortalità ed emblema della vita eterna dopo la morte. Proprio per il suo ergersi verso l’alto, indica l’anima che si avvia verso il regno celeste. Già gli egizi costruivano con il legno di cipresso le bare dei loro defunti, legando l’albero al rito funebre. Inoltre, il cipresso in ambito cristiano è ritenuto, insieme alla palma , al cedro e all'ulivo, uno dei quattro legni con cui venne costruita la croce di Gesù.
Nella civiltà orientale e specialmente in Persia, terra di culto di Zoroastro (600 a.C.), il cipresso rappresentava il fuoco; la sua forma ricordava la fiamma, simbolo e punto centrale del culto, rappresentativo dell’energia del creatore. E prendendo in considerazione sempre una simbologia orientale ci si può rendere conto come il cipresso si configuri come un vero e proprio simbolo fallico di fertilità. I celti avevano un segno zodiacale dedicato al cipresso, considerato simbolo di longevità: si pensava che i nati sotto questo segno invecchiassero più lentamente e senza sofferenze.

La mitologia greca ci fornisce infine il perché del nome dell’albero. Ciparisso, un giovane che non trovava pace in seguito all’erronea uccisione della sua amatissima cerbiatta, venne trasformato da Apollo, mosso dalla pietà, in un Cipresso.  Da allora l'albero si legò, nella cultura occidentale, al lutto e all’immortalità.


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