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Giovismondo - "Stay engaged"

Di Antonia, 10.10.13 SocialMente

Lugano - Venerdì 27 settembre si è tenuta, per la prima volta nella Svizzera italiana, la Conferenza annuale della DCS (Direzione Cooperazione e Sviluppo) e della SECO (Segreteria di Stato dell’economia) alla quale hanno partecipato quasi 400 giovani. Gli ospiti della sessione intitolata “Un mondo fragile: quali prospettive per i giovani” hanno passato al vaglio lo sforzo e le strategie, come anche ciò che è stato fatto nella Svizzera italiana, in quei paesi considerati fragili; presentando progetti, collaborazioni e testimonianze. Il direttore della DSC Martin Dahinden ha dichiarato che “Negli ultimi dieci anni sono stati ottenuti risultati considerevoli nell’ambito della riduzione della povertà a livello mondiale, ma non in tutti i Paesi si sono registrati gli stessi progressi. Ma è importante non arrendersi mai, neanche quando la situazione peggiora. Il motto è: stay engaged ".

Durante la giornata ampio spazio è stato dedicato ai giovani, un momento di condivisione di esperienze e confronto sul futuro dei ragazzi e delle ragazze della Svizzera italiana, parlando di fragilità e del loro coinvolgimento proprio nel settore della cooperazione internazionale.

Il progetto Giovismondo ha organizzato “la mattina dei giovani”, e nelle settimane che precedevano la conferenza, ha dato il via al dibattito sull’omonima piattaforma online. Visitando diverse classi delle scuole superiori della Svizzera italiana, uno dei promotori, Claudio Naiaretti, ha aperto il confronto suscitando anche molte domande: cosa è la cooperazione internazionale? Quali strategie di intervento vengono adottate? Cosa si intende per sviluppo? Come può un giovane dare il suo contributo? Domande che alcuni giovani portavoce hanno potuto porre agli esperti del settore nella sessione pomeridiana dedicata al Ticino.

Traccia portante della mattina dei giovani è stato l’impegno – l’impegno concreto, grande o piccolo, che ognuno può portare avanti. A questo proposito www.giovismondo.ch ha proposto la Carta dei giovani: pensando a livello macro agli Obiettivi del Millennio che la comunità internazionale si è posta, anche i giovani, a livello personale o territoriale, possono cambiare qualcosa nella loro vita quotidiana. “La Carta dei giovani tocca diversi temi, la sfida legata all’ambiente, alla formazione, alla società all’impegno giovanile - spiega Claudio Naiaretti - è chiaro che non è proclamando degli obiettivi e degli impegni che si cambia qualcosa,  ma da lì si può iniziare a cambiare qualcosa. La carta definitiva è la meta a cui tendere, lo strumento di lavoro”. Come spiega Marcello Martinoni, co-promotore di Giovsimondo, “non abbiamo ancora in chiaro come continuerà il progetto, ma nasce con i giovani e vorremmo farlo crescere con loro”.

Impegno, che grazie alle presentazioni di alcuni di loro, si è potuto toccare con mano.
In collegamento Skype dal Rwanda, Greta Barilani e Valeria Degirolamo, partite per uno stage formativo (Dip. Sanità - SUPSI) hanno raccontato con parole ricche di emozioni la loro esperienza in una scuola per bambini disabili, mentre Electra Carnelli ci ha parlato del progetto WISH delll’Accademia di Mendrisio e del suo lavoro architettonico in Ecuador. Eric Vimercati e Lidia Selldorf hanno parlato del loro progetto “Orti a scuola” in Bolivia. Partiti con Inter-Agire/Missione Betlemme (associazione che si occupa proprio di invio di volontari in Paesi del Sud dove gli interessati vengono integrati in progetti già attivi) hanno potuto portare avanti il progetto con un partner locale, a fianco del popolo Guaraní che da oltre vent’anni è nel suo cammino verso la libertà e l’autodeterminazione.
Anche il DFA – SUPSI offre ai suoi studenti l’opportunità di partire con uno stage all’estero. Martina Delcò ci ha riportato la sua esperienza di insegnante d’asilo in Kenya. Infine Luca Botturi dell’ONG Seed ci ha parlato dei Laboratori di storie digitali portati avanti con gruppi di bambini in Messico. Tutte esperienze stupende che nonostante le onnipresenti difficoltà si sono rivelate arricchenti su tutti i fronti.

Partire e impegnarsi sul campo è dunque una possibilità concreta per i giovani, sia durante gli anni di formazione, grazie agli stage della SUPSI, sia una volta completato il ciclo di studi, con Inter-Agire/Missione Betlemme o altre organizzazioni. Ogni anno dalla Svizzera italiana partono come volontari o per stage circa 50-60 giovani, con l'obiettivo di conoscere e svolgere un’esperienza in un paese del Sud.

Giovismondo vuole dire ai ragazzi che anche quotidianamente si può “tenere un occhio aperto” su altri contesti, quei contesti fragili al centro della Conferenza del pomeriggio. La Carta dei giovani rappresenta questa attitudine restando in Svizzera, chiedendo ai giovani un impegno nel portar avanti nella propria quotidianità delle abitudini consapevoli e rispettose, anche se l’impatto delle nostre azioni non è immediato o davanti a noi, ma a diverse migliaia di km o a diversi anni di distanza. “L’attitudine che si sviluppa, la sensibilità – come conclude Claudio Naiaretti – può dare molto; un giovane che ha un’attitudine verso il Sud potrà essere più sensibile anche rispetto ai problemi che qui trova quotidianamente, quelli che magari non si vedono”.

"Partire con una lavagna bianca, pronta a catturare immagini e sensazioni e lasciarsi travolgere da ogni nuova sfumatura, colore, odore..."


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