Beyond two souls

Beyond: Two Souls

Di Simon Lerose, 19.10.13 Game of the Week

La fine dell’anno si sta avvicinando e da un po’ di tempo ormai si sente la pressione che viene esercitata dall’arrivo delle nuove console. Tra il pubblico l’eccitazione sta salendo, mentre tra gli sviluppatori sta girando quest’idea di fare giochi che spingano al limite le capacità dell’attuale generazione di console. Questo viene fatto principalmente dal punto di vista grafico che molto spesso aiuta a costruire un gioco che sia bello anche a livello narrativo.

Questa premessa serve per introdurre il gioco selezionato per il Game of the Week di questa settimana, Beyond: Two Souls. Il gioco si presenta come uno di quei titoli che, seguendo le orme di The Last of Us o dell’ormai datato Metal Gear Solid IV, va a inserirsi nella categoria “impatto grafico e narrativo”.

Beyond: Two Souls è il secondogenito di Quantic Dream per quanto riguarda questa generazione di console; il predecessore fu Heavy Rain, gioco molto acclamato che aprì la strada ai titoli che puntavano molto sulla narrazione. Al contrario del fratello maggiore, questo Beyond introduce il concetto di “performance capture”, parente della motion capture utilizzata nel cinema, per inserire dei veri attori all’interno del videogioco.

Il giocatore si troverà a vestire i panni di Jodie Holmes, una ragazza nata con un dono particolare. Quest’ultima infatti è legata a un’entità senziente di nome Aiden, in grado di interagire con oggetti e persone.
Jodie verrà fatta oggetto di test per tentare di scoprire qualche cosa in più su quest’entità che l’accompagna fin dalla nascita, continuando poi per altre vicende che costituiscono l’avventura.

Da un punto di vista narrativo, il gioco è realizzato in maniera abbastanza caotica. Esso infatti presenta diverse sequenze e spezzoni della vita di Jodie, passando da sequenze d’infiltrazione per saltare poi a una battaglia a palle di neve all’età di otto anni, per avanzare poi ad un altro periodo della vita. Malgrado ciò, con il passare del tempo le cose diverranno chiare e avvicinandosi alla fine tutti i tasselli del puzzle troveranno il loro posto.

Esteticamente il gioco è sicuramente uno dei più belli realizzati, grazie anche all’idea di inserire due attori perfettamente riconoscibili: Ellen Page, ad interpretare Jodie, e Willem Dafoe che vestirà i panni di uno dei personaggi principali dell’avventura. La fotografia è ben realizzata e le inquadrature molto cinematografiche porteranno quel qualcosa in più al titolo.

A livello di gameplay non si può essere altrettanto entusiasti: il gioco presenta molti elementi interattivi che possono rivelarsi interessanti, anche se spesso si ha l’impressione di fare esperienza di un film interattivo. Ulteriore elemento che spinge in questa direzione è il fatto che il team di Quantic Dream abbia optato per un’interfaccia quasi inesistente, lasciando spazio all’immagine e segnalando al giocatore la presenza di elementi interattivi. La possibilità di usare oggetti o piuttosto il funzionamento dei combattimenti sono elementi presi da Heavy Rain, indicando al giocatore di muovere lo stick destro in una determinata direzione in base al movimento di Jodie. Per esempio, se Jodie inizia a schivare un colpo di machete abbassandosi, sarà necessario muovere lo stick verso il basso per completare l’azione.

Arriviamo quindi a parlare di Aiden, quest’entità legata a Jodie da un cordone spirituale che sarà possibile chiamare in causa quando sarà necessario semplicemente premendo un tasto.
Aiden permetterà di raccogliere oggetti, curare le persone, esplorare aree inaccessibili a Jodie, assumere il controllo mentale dei nemici oppure liberarsi da essi lasciando la ragazza al riparo.

Quantic Dream ha inserito la possibilità di gestire Aiden usando un altro joystick, permettendo quindi a due giocatori di “condividere” l’avventura. Inoltre sono disponibili applicazioni per tablet o smartphone per interagire ulteriormente con il titolo.

Beyond: Two Souls è comunque un titolo relativamente semplice che presenta un gameplay poco esigente, elemento che farà storcere il naso ai gamer più accaniti. Questo potrebbe portare alcuni ad annoiarsi o dare l’idea di essere più un film interattivo e meno un videogioco narrativo. Anche l’assenza di un “game over” alimenta questa impressione, elemento che accresce il livello di sfida e stimola a impegnarsi maggiormente per raggiungere la fine del gioco. L’idea di Quantic Dream è però quella di offrire un gioco adatto a un pubblico molto vasto, che comprenda anche videogiocatori occasionali.

Il titolo ha una durata compresa tra le otto e le dieci ore e, purtroppo un basso livello di rigiocabilità, dato soprattutto dalle varie fasi scriptate che guidano il giocatore in maniera abbastanza definita.

Il gioco non è esente da difetti quali il “freezing” e alcune texture non impeccabili, anche se in genere si tratta di dettagli che non influiranno in maniera marcata sul gioco.
Forse alcuni rimarranno un po’ delusi dal basso livello di difficoltà proposto dal gioco, ma qui bisogna precisare che lo studio ha puntato proprio sulla narrazione e sulla possibilità, per ogni tipologia di gamer, di godersi la storia, che sia un esperto o un giocatore occasionale.

Cosa rimane quindi di Beyond: Two Souls? Sicuramente un ottimo ricordo per quanto riguarda la storia e la realizzazione grafica, supportate dalla presenza di due attori del calibro di Ellen Page e Willem Dafoe. Un livello grafico di alto livello che può compensare in parte la scarsità del gameplay. Inoltre, questo titolo è capace di catturare a livello emotivo, creando un “attaccamento” da parte del giocatore ad alcuni dei personaggi.
Beyond: Two Souls è un’esperienza-spettacolo valida, per alcuni potrebbe essere il titolo ideale per avvicinarsi al mondo videoludico. In ogni caso rimane un gioco che presenta idee interessanti e, soprattutto, una storia molto ben realizzata. Un gioco da provare e da godersi senza troppe pretese, Beyond è così, prendere o lasciare.


"When all are one and one is all" Led Zeppelin

simon.lerose@luganonetwork.ch
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