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Perché si dice che gli spazzacamini portano fortuna?

Di Nadja Aretini, 28.10.13 Curiosando

Chissà perché nonostante il retaggio di paure, di privazioni, di dolore e sofferenza, c’è sempre stata la convinzione che gli spazzacamini portassero fortuna. Addirittura il bacio di quest’ultimo, seppur invasivo di fuliggine, assicurava fortuna e benessere a chi lo riceveva.

Una vicenda realmente accaduta nel 1600 narra di un ragazzino-spazzacamino che lavorava nel Palazzo del Louvre, dove ai tempi risiedevano i sovrani, finito involontariamente dentro una canna fumaria scoprì che qualcuno voleva uccidere il Re Luigi XIII. Da lì come ricompensa, per averlo salvato dalla malasorte, arrivò il permesso della Regina che diede l’opportunità a tutti gli spazzacamini di poter commerciare in tutto il Regno e man mano espandersi. Ma è soprattutto nei paesi del nord che viene considerato un simbolo di fortuna, probabilmente perché la maggior parte delle case erano costruite in legno, quindi l’evento di un incendio poteva trasmettersi facilmente anche ad altre abitazioni. L’azione di prevenzione degli incendi delle canne fumarie da parte degli spazzacamini era dunque fondamentale e preziosa onde evitare il peggio.

Anche oggigiorno rimane l’immagine poetica e romantica degli spazzacamini, forse perché hanno quasi sempre un’espressione malinconica e trasognata e mentre svolgono il proprio lavoro sui tetti a tegole sono osservati solamente da qualche gatto randagio e solitario e forse nero anche lui come… la cenere.


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