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Perché si dice “tirare le cuoia”?

Di Tatiana Dosières, 09.11.13 Curiosando

Nel lessico quotidiano capita spesso di usare parole che non sono facili a dirsi, si preferisce quindi introdurre espressioni che hanno lo scopo di sostituirle, mascherarle o anche solo attenuare i concetti da esse espressi (es. avere un piede nella fossa, avere una salute di ferro, etc.). Fra le tante parole di questo genere, morire è una di quelle che gode del maggior numero di modi di dire o sinonimi.

Sappiamo che “tirare le cuoia” è un’espressione di uso familiare con una sfumatura dispregiativa, sinonimo di decedere, morire o passare a miglior vita.

Le cuoia, forma femminile plurale di cuoio, sono le pelli conciate di alcuni animali, che subiscono un trattamento di stenditura e seccatura. Di conseguenza l’espressione potrebbe fare riferimento alla condizione di rigidità della pelle in similitudine al rigor che insorge subito dopo la morte.

Si dice che questo modo di dire sia nato durante la Guerra Fredda, quando ai condannati a morte venivano legate al collo delle fasce di cuoio bagnate. Queste venivano lasciate seccare al sole, che tirandosi e irrigidendosi, soffocavano il malcapitato.

In sintesi diciamo che è  meglio “tirare a campare” che “tirare le cuoia”...


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