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Call of Duty: Ghosts

Di Simon Lerose, 16.11.13 Game of the Week

Novembre, eccoci qua come ogni anno, in fila per l’uscita del nuovo capitolo di Call of Duty, un gioco che ha fatto la storia e si è imposto come uno dei pilastri del genere FPS.

Quest’anno Activision propone Ghosts, il nuovo capitolo della saga che fa, come altri titoli recenti, il passo verso la next-gen. Ma vediamo cosa ci aspetta.

Ghosts, questo il titolo adatto ad una storia di fantasmi raccontata da un padre al proprio figlio, che nel giro di poche scene diventerà lui stesso parte di questo team leggendario di uomini che si sono sacrificati per difendere un ospedale civile.
Dopo quest’introduzione si viene catapultati dieci anni nel futuro, negli USA devastati da una delle loro stessi armi presenti nello spazio, tutto ciò per mano di una federazione composta da diversi stati dell’America latina, alleata contro gli Stati Uniti.

Nel gioco si vestono i panni di Logan, accompagnato dal fratello Hesh e dal cane Riley, novità introdotta in questo capitolo, sul quale ci soffermeremo a breve.
I due dovranno farsi strada in quest’America devastata, per cercare, come al solito, di fermare il nemico e i suoi malvagi piani di conquista.

Fin qui, vengono gettate delle buone basi per dare quel tocco di interesse a Ghosts, peccato però che non ci sia continuità nel gioco, a partire da un’avventura che non convince troppo, a causa anche delle sue cinque ore necessarie a portarla a termine. Oltre a ciò abbiamo anche diversi momenti che non brillano per dinamica e spesso ci si ritrova ad avanzare attraverso fasi piuttosto piatte. A questo proposito citiamo le fasi spaziali e quelle sottomarine che, seppur fresche di produzione, non risultano particolarmente emozionanti.
In quanto a intensità, emozione e interesse, ricordiamo campagne molto più brillanti affrontate in passato grazie ad altri capitoli della pluripremiata serie.

Certamente Call of Duty rimane un colossal e i momenti più cinematografici sono presenti, anche se spesso quelli che dovrebbero essere dei colpi di scena sono in realtà dei passaggi abbastanza scontati.



Passiamo ora al gameplay, cominciando da una delle maggiori novità: la presenza del cane Riley al quale si potranno dare degli ordini e farlo muovere o attaccare liberamente. Il nostro migliore amico si rivela utile soprattutto in alcune fasi stealth, che comunque non brillano per originalità. Un compagno interessante che dopo qualche tempo diverrà più un peso che un alleato indispensabile. Durante l’avventura lo si perderà di vista, per incontrarlo nuovamente nelle fasi finali del gioco.

Per quanto riguarda il resto bisogna dire che il titolo è rimasto pressoché invariato rispetto ai capitoli precedenti, l’aggiunta della scivolata e della mira da dietro i ripari sono certamente delle novità interessanti, più che altro perché introdotte da Call of Duty, non perché portano grande originalità al genere FPS o al mondo videoludico in generale. Rimangono sicuramente utili per superare rapidamente una serie di nemici o per sparare rimanendo comunque abbastanza protetti, al contrario del passato, dove bisognava sacrificare una posizione sicura per attaccare i nemici.

Call of Duty è da sempre un gioco interessante e spettacolare per quanto riguarda il single player, ma il successo è dato sicuramente dalla sezione multiplayer, sempre di qualità e abbastanza originale.

Saltiamo completamente le solite modalità per dedicarci alle novità: con Ghosts andiamo incontro ad un nuovo livello di personalizzazione, a metà tra Modern Warfare 3 e Black Ops 2, dove vengono mischiate le ricompense per le uccisioni e, dall’altra parte, la personalizzazione delle armi e del personaggio. Si raggiunge quindi un buon risultato che permette a entrambe le fazioni di trovare delle buone opzioni di personalizzazione, funzionali al tipo di gioco che si vuole portare avanti.

Le nuove modalità comprendono una versione potenziata dell’Uccisione Confermata, che ora vedrà il giocatore intento a portare le medagliette recuperate in un punto preciso della mappa. Una Ricerca e Salvataggio che permetterà di rianimare i compagni a meno che il nemico non abbia recuperato le loro medagliette. Infine abbiamo un Team Deathmatch dove ogni trenta secondi bisognerà uccidere un nemico o fare un assist per salvarsi ed evitare di essere ucciso automaticamente.

Quattordici sono le nuove mappe inserite che questa volta diventano grandi, forse fin troppo, per il piacere degli Sniper.

In definitiva, la sezione multiplayer presenta solo il problema dei punti di respawn, che alle volte vengono piazzati proprio davanti al nemico; per il resto rimane solido e convincente, contrariamente al single player che traballa non poco.

Infine bisogna citare la grossa novità di Ghosts, l’arrivo della modalità Extinction che, viaggiando sull’onda della modalità Zombie, lancia il giocatore in un area infestata da nidi alieni. Il giocatore dovrà piazzare diverse trivelle che lavoreranno per distruggere i nidi di questi ospiti ostili e allo stesso tempo difendere e difendersi dalle ondate di alieni che vorranno distruggere questi macchinari.



La modalità può apparire piatta e senza interesse, ma una difficoltà ben dosata e la varietà dei nemici e degli obiettivi portano freschezza a questo brand che cerca sempre di portare novità.

In questa sezione, una buona personalizzazione di sé stessi e del proprio team, composto da tre alleati più il giocatore, e un ottimo gioco di squadra faranno la differenza nella lotta per la sopravvivenza e l’estinzione degli alieni.

In conclusione, Call of Duty Ghosts rimane un gioco interessante grazie alla parte multiplayer sempre solida e ben pensata. Non si pone come il capitolo che porterà nuovi fan verso la serie, ma rimane comunque un buon gioco, capace di tenersi stretti i propri fan e di dire la sua nel mondo degli FPS. Un gioco che tende a ridurre sempre più il tempo necessario per la campagna in giocatore singolo, ma che investe piuttosto sul multiplayer, elemento che sta prendendo sempre più piede in tutto il panorama degli shooter.


"When all are one and one is all" Led Zeppelin

simon.lerose@luganonetwork.ch
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