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JFK – Un caso ancora aperto

Di Sara B., 22.11.13 24 Fotogrammi

Puntata speciale di 24 fotogrammi per l'anniversario della morte di John F. Kennedy

22 novembre 1963 / 22 novembre 2013
A 50 anni dalla morte di John Fitzgerald Kennedy, un film da vedere, o rivedere, per ricordare uno dei capitoli più misteriosi e intriganti della storia americana!

Il 22 novembre del 1963 a Dallas, il trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti viene assassinato mentre attraversa la Dealy Plaza a bordo di una Lincoln Continental, accanto a lui la moglie Jacqueline, seduti davanti a loro il governatore del Texas e la moglie. Tre colpi di fucile vengono sparati in direzione della limousine, uno dei quali colpisce alla testa il Presidente ferendolo mortalmente.
L’America è devastata e le immagini fanno il giro del mondo. Tra queste vi sono quelle filmate casualmente da un sarto, Abraham Zapruder, presente tra gli spettatori del corteo, 26 secondi che catturano e immortalono per sempre il momento dell'orrore, queste saranno la base per le indagini successive.

Responsabile dell'assassinio venne ritenuto Lee Harvey Oswald, un impiegato della Texas School Book Depository. Fu lui a sparare secondo le inchieste ufficiali dell'FBI del 1963, della Commissione Warren del 1964, e dell’HSCA (House Select Committee on Assassinations) nel 1979, che però individuò anche un quarto sparo ad opera di un secondo tiratore.

Troppi i punti oscuri e le teorie del complotto non sono mai state messe a tacere, tra queste teorie si inserisce anche il film di Oliver Stone JFK – Un caso ancora aperto.

Un film ben fatto, quasi documentaristico che ricostruisce le indagini del procuratore distrettuale di New Orleans, Jim Garrison (interpretato da un bravissimo Kevin Costner). Garrison dubita della tesi ufficiale successiva all'indagine della Commissione Warren e sostiene quella del complotto pianificato dai servizi segreti statunitensi, con la complicità dell'FBI, la collaborazione della mafia e l'approvazione del vicepresidente Lyndon B. Johnson. Obiettivo far fuori Kennedy, il presidente della "nuova frontiera" - troppo tenero con il comunismo, troppo liberale e attento ai diritti civili - e poter proseguire la guerra nel Vietnam, perché la guerra è un business che produce miliardi di dollari.

I fatti si intrecciano in questo giallo che mantiene alta la tensione per tutta la sua durata e dove si sovrappongono documenti d’epoca alla fiction ed entrano in azione diversi personaggi. Oliver Stone, che per il film si è ampiamente documentato leggendo lui stesso numerosi libri e saggi e assumendo un'équipe di ricercatori, denuncia il degrado della giustizia pronta a sacrificare la verità a vantaggio dell’economia, dell’industria e del potere del dio denaro.

Il cast è eccezionale e raccoglie attori di grande calibro: Kevin Kostner, Kevin Bacon, Tommy Lee Jones, Joe Pesci, Jack Lemmon, Sissy Spacek, Gary Oldman, Walter Matthau.

8 nomination agli Oscar e due premiazioni per la fotografia e il montaggio.

Un bel film da vedere e rivedere, coinvolgente, o forse meglio dire sconvolgente, visto quel senso di amarezza che sempre lascia.

E oggi? A distanza di 50 anni i fatti restano ancora avvolti dal mistero e JFK mitizzato e celebrato per le sue virtù, il suo carisma, i grandi ideali e la capacità di affascinare il popolo in un'epoca di speranze e sogni.


Ma i sogni si scontrano con una realtà amara e la storia si confonde nel mito in maniera inscindibile.

 

Citazione: 

Jim Garrison: "La guerra è il più grosso affare dell'America: un affare da 80 miliardi di dollari l'anno."

 

Curiosità:

Nel cast del film è presente anche il vero Jim Garrison che interpreta il ruolo di Earl Warren, capo della Commissione Warren la cui tesi fu aspramente attaccata proprio da Garrison.

Il successo del film portò alla formazione di una commissione denominata "U.S. Assassination Records Review Board" incaricata di riesaminare l'inchiesta successiva all'omicidio di Kennedy. Venne inoltre creato l'atto di legge "President John F. Kennedy Assassination Records Collection Act of 1992" (JFK Act) firmato dal Presidente George H. W. Bush, che permise di raccogliere tutto il materiale riguardante l'assassinio di Kennedy e una parte di essi fu resa pubblica. Altri documenti saranno invece resi di pubblico dominio nel 2017.
Sempre nel 1992 il governo degli Stati Uniti acquistò ufficialmente il filmato di Abraham Zapruder.

I fotogrammi di questo filmato erano già stati pubblicati una settimana dopo l'assassinio su Life, tutti ad eccezione del fotogramma 313, quello che mostra il momento in cui il proiettile colpisce Kennedy alla testa.

Oliver Stone rispose alle critiche con questa dichiarazione: “Con questo film non intendo affatto dire: guardate qui, le cose sono andate esattamente così come descritte. Mi sono, invece, soltanto limitato ad ipotizzare una ricostruzione dei fatti come avrebbe fatto un buon detective, tutto qui”.


Appassionata di cinema, amante delle lettere. Immagini e parole che riempiono la vita. «Il cinema è il nastro dei sogni» Orson Welles.

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