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Rosso come il cielo.

Di Cecilia Benassi, 04.04.13 24 Fotogrammi

“Rosso come il cielo” di Cristiano Bortone, Italia 2005, colore, 96 min, tratto dalla storia vera di Mirco Mencacci. Montatore del suono tra i più stimati del cinema italiano, ha eseguito il montaggio sonoro di film come Le fate ignoranti, La finestra di fronte, La meglio gioventù, Notte prima degli esami e altri e fondatore della Samworld, casa discografica famosa soprattutto nel campo della musica jazz.

“I colori come sono?” “Sono belli”. “E il tuo preferito?” “Il blu” “Com’è?” “Il blu è come quando corri con la bicicletta e il vento ti si spiaccica in faccia, oppure… come il mare.  Il rosso è come il fuoco, come un cielo al tramonto”. Il verde come l’odore dell’erba tagliata, specialmente quando piove; il bianco come quel terso silenzio che riempie il mondo poco prima dell’alba. Il nero come un basso continuo di Bach, come le fondamenta che da sotto la terra reggono le case. Il giallo come questo caldo pieno di polvere dell’estate, come il ronzio circolare dell’ape che fa da sentinella al suo girasole. Questa è la verità delle cose. Perché non ci basta che il rosso sia rosso il blu blu e il verde verde. Non ci basta che le cose siano solo come le vediamo. “Anch’io ci vedo, ma a me non basta” dice don Giulio al giovane protagonista cieco. “Quando vedi un fiore non ti vien voglia di sentire il profumo, di annusarlo? O quando cade la neve, tutto quel bianco… non ti vien voglia di toccarla, di vedere che si scioglie nelle mani? Ti insegno un segreto. Ho visto quando i grandi musicisti suonano.. loro chiudono gli occhi. Sai perché? Per sentire la musica più intensamente, perché la musica si trasforma, diventa più grande, le note più intense, come se la musica fosse una sensazione fisica. Hai cinque sensi Mirco, perché ne vuoi usare solo uno?”.

Ed è così che Mirco, toccando e ascoltando il mondo intorno a sé munito di un registratore, “scrive” un “trattato” esperienziale sul passaggio delle stagioni e comincia a realizzare un vero e proprio film non visivo. “Anche toccando il viso di una persona si può capire se è bella o brutta”. “Si può sentire anche la voce”.

Dedicato: a coloro che hanno scoperto che “non basta” essere normali, “non basta” che le cose siano normali e che tutto vada come era previsto che andasse. “Si sta bene al sole, /eppure questo non basta (…) Non sono bruciate le foglie, non si sono spezzati i rami, / il giorno è terso come un cristallo / eppure questo non basta”.
Consigliamo: di entrare come Mirco nel limite di questo “non basta” per sfondare la superficie delle cose ed arrivare a quella libertà creativa ed espressiva che, contrariamente a quanto pensava il direttore dell’istituto per ciechi in cui Mirco studiava, nessun “handicap” ci può rubare.


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