Eleanor lonardo

Visto - già visto? Déjà-vu!

Di Eliana, 04.12.13 Curiosando

A qualcuno di voi è mai capitato di avere un déjà-vu? Ma sapete di cosa si tratta esattamente?

La parola déjà-vu deriva dal francese che tradotto significa “già visto”.
Come tutti sappiamo, si tratta di quella strana sensazione di aver già visto, il sentimento dell’ esser noto, nello stesso momento in cui si sta verificando. Insieme con il déjà-vécu (l’errata sensazione di aver “già vissuto” una determinata situazione), è la più nota delle esperienze di falso riconoscimento.
Scientificamente, con il termine déjà-vu si intende anche uno dei sintomi del disturbo della memoria noto come Paramnesia, che consiste nell’alterazione dei ricordi, di ricordi incompleti o erroneamente localizzati nel tempo e nello spazio. Nei soggetti normali il fenomeno del déjà-vu è spesso causato da stanchezza o forti emozioni.  

Secondo gli scienziati si tratta di un fenomeno complesso da studiare in quanto non è riproducibile in laboratorio. Qualcuno lo definisce uno “spasmo celebrale” che ci sorprende a tradimento, qualcun’altro pensa si tratti di un “piccolo errore di sistema” causato dall’eccitazione dell’ippocampo.
L’ippocampo è il cuore del cervello umano, è un calcolatore che immagazzina ed elabora tutte le informazioni collegate alla memoria, esso fa una “mappa” dei luoghi e delle esperienze, e li archivia per poi riutilizzarli. Ma quando le esperienze iniziano a somigliarsi troppo queste “mappe mentali” si sovrappongono e ci confondono.
Tutte le informazioni accumulate nel corso della nostra vita, possono generare quella particolare sensazione di familiarità  tipica del déjà-vu.

Il fenomeno déjà-vu si presenta meno nei bambini rispetto agli anziani, perché gli anziani hanno una “banca dati” più vasta.

Immagine: Eleanor Lonardo, flickr


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