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L’incanto delle lucciole

Di Nadja Aretini, 11.12.13 Curiosando

Chi di noi non si è mai lasciato avvolgere da un’aura di malinconia e fascino che questi coleotteri riescono a sprigionare? Questi splendidi insetti, anonimi di giorno, diventano protagonisti solo con il calar del buio. Vederli volare è uno spettacolo mozzafiato e per un attimo sembra di immergersi in un’atmosfera irreale fatta di pioggia di stelle cadenti e pulsanti. Già, perché il brulicare delle luci danzanti colora da sempre le nostre notti estive.

Purtroppo a causa dei cambiamenti climatici e delle sostanze tossiche nell’aria, vanno pian piano scomparendo. Sono infatti poche le zone in cui i bambini possono ancora divertirsi a catturare queste meravigliose creature luminescenti e introdurle in un contenitore di vetro creando dei lanternini, per poi rigorosamente e doverosamente liberarle di nuovo.

Come facciano a produrre il loro tipico bagliore è presto detto: sotto l’addome sono dotate di appositi organi luminosi e quando assimilano ossigeno  attraverso l’interno di cellule speciali lo uniscono con una sostanza chiamata luciferina per produrre una luce, la bioluminescenza, quasi senza calore che per ogni specie lampeggia con modalità uniche. Ogni tipo di intermittenza le aiuta a individuare dei potenziali partner perché a ciascuno corrisponde un segnale ottico della propria specie. Quando entrambi lampeggiano con lo stesso ritmo e con la stessa intensità è il segnale che si sono reciprocamente dichiarati. Quello che avviene in seguito è di pubblico dominio!

Purtroppo la loro vita è molto breve, le larve impiegano 2 anni a trasformarsi e una volta adulte non superano i due mesi di vita, mentre i maschi, unici a poter volare,  muoiono subito dopo l’accoppiamento.

 “Lucciola, lucciola, quale fortuna portar nel corpo lume di luna,
 che nella tenebra splende e rischiara… come ti invidio, lucciola cara
” (L.S.)

Immagine AJ1008-flickr


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