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Film sotto l’Albero

Di Sara B., 16.12.13 24 Fotogrammi

A Natale riviviamo la magia del fantasy con Il Signore degli Anelli

Il Natale sta per arrivare ed è ormai diventata una tradizione, come i biscotti, l’albero e i regali, anche quella di darsi all’home cinema, scorpacciate di film da vedere nelle fredde serate di festa sul proprio divano di casa. La TV ci propone i “soliti” film da Mamma ho perso l’aereo a Love Actually fino ai più classici come La vita è meravigliosa. A questi, negli ultimi anni, si sono aggiunte le maratone di trilogie e serie di film fantasy, un genere che si concilia bene con la magia del Natale e la voglia di racconti fantasiosi ed epici.

Spicca su tutti la trilogia de Il Signore degli Anelli, che ha incantato gli spettatori segnando la storia del cinema e dando una svolta al genere fantasy, fino ad allora legato più che altro ad un target di ragazzini e bambini.

La trilogia de Il Signore degli Anelli ebbe un successo planetario, conquistando gli spettatori di tutto il mondo, critica e premi, è infatti la serie cinematografica più vittoriosa della storia con 17 Oscar vinti (4 per La Compagnia dell'Anello, 2 per Le due Torri e 11 per Il ritorno del Re). Riscopriamola e approfittiamo delle feste per riammirarla!

Era l’alba del nuovo secolo quando giunse sui nostri schermi il capolavoro The Lord of the Rings, trilogia fantasy del regista neozelandese Peter Jackson, basata sull'omonimo romanzo scritto da John Ronald Reuel Tolkien, e costituita da La Compagnia dell’Anello (2001), Le due Torri (2002), Il Ritorno del Re (2003).

L’opera di partenza è già grandiosa di per sé, il testo di JRR Tolkien, che ha creato molto più di un romanzo, un vero e proprio universo, l'Arda, dove si trova la Terra di Mezzo e tutta la sua storia. Tolkien ne elabora infatti calendari, annali, lingue, alberi genealogici, mappe, popoli e guerre. E’ un’opera letteraria immensa dove vi sono racchiusi i grandi temi che da sempre si intrecciano nel filo della storia: religione, filosofia, guerra, miti, tradizioni e, sopra tutti, l’eterna lotta tra bene e male.

A Peter Jackson va il merito di aver saputo trasportare tutto questo in immagini con un estremo realismo. Avvalendosi delle ultime tecnologie ed effetti speciali – realizzati dalla società neozelandese Weta, fondata da Richard Taylor – il regista dà vita alla Terra di Mezzo.

Essa ci appare e ci affascina sul grande schermo, un mondo fantastico ma reale, le immagini non trasmettono artificiosità ma paesaggi veri, dalle dolci verdi colline della Contea, alle cime innevate delle montagne fino allo splendore del Bosco di Lothlórien e a Gran Burrone. Questo mondo immaginario diventa realtà e  i suoi personaggi prendono vita, sono belli, magnetici, leali e forti, gli uni diversi dagli altri, ma uniti in quest’avventura epica. Lo spettatore li segue con trepidazione, si sente vicino a loro nelle battaglie e resta con il fiato sospeso nell’attesa, lunga attesa di 3 anni (allora), che Frodo compia la sua missione.

La trilogia è talmente complessa con tutte le sue sfaccettature, i rimandi al passato, le diverse razze, la preparazione alla guerra, un’etnologia così ben definita che rende le vicende ancora più reali. A questo si aggiunge il perfetto mix tra effetti speciali innovativi e le riprese dal vero nei set sparsi per la Nuova Zelanda, dove la Terra di Mezzo viene ricreata, “New Zeland is Middle-Earth” si dirà. Abili disegnatori e scenografi disegnano creature e paesaggi, si pensi che per creare Hobbiville ci volle un anno, così che l’erba, le piante e i cespugli potessero crescere e far sembrare che la Contea fosse lì da sempre.  La Weta Digital invece porta ad una svolta nell’utilizzo della grafica computerizzata dando vita a migliaia di comparse digitali e ad un primo esperimento, la creatura Gollum, il suo aspetto è del tutto digitalizzato ma i movimenti sono rilevati, grazie alla tecnica del motion capture, attraverso dei sensori applicati sull’attore Andy Serkis. Mentre la Weta Workshop sviluppa modellini e diorami, costumi, armature, trucchi.
Tutto punto ad un estremo realismo e ad essere il più fedele possibile al testo di Tolkien.

Un’opera colossale, ben studiata nei dettagli da un super-team che ha saputo realizzare un mondo fantastico mettendoci tutto l’impegno ed energia (tra gli anni di preproduzione, riprese e postproduzione).  Il resto poi lo fanno i personaggi, questo cast meraviglioso in piena sintonia con la parte, affiatato e unito come coloro che interpretano. D’altra parte si sono trovati a vivere fianco a fianco per due anni, dal 1999 al 2001, imparando a combattere, a cavalcare, a parlare l’elfico, a destreggiarsi in battaglie (persino ferendosi) e a recitare i versi di Tolkien. Vorrà pur dire qualcosa se alla fine delle riprese, gli attori principali che compongono la Compagnia dell’Anello, hanno deciso di tatuarsi tutti il numero nove in elfico.

Epico, assoluto, maestoso e imponente, un capolavoro che a Natale possiamo prenderci il tempo per rivivere, un periodo dell’anno in cui è bello lasciarsi trasportare in mondi fantastici.

Buona visione e Buon Natale!

 

Citazione

Pipino: È; finita.
Gandalf: Finita? No. La morte è solo un'altra via. Dovremo prenderla tutti. La grande cortina di pioggia di questo mondo si apre e tutto si trasforma in vetro argentato. E poi lo vedi...
Pipino: Cosa, Gandalf? Vedi cosa?
Gandalf: Bianche sponde e, al di là di queste, un verde paesaggio sotto una lesta aurora.
Pipino: Beh, non è poi così male!
Gandalf: No.. No, non lo è.


Appassionata di cinema, amante delle lettere. Immagini e parole che riempiono la vita. «Il cinema è il nastro dei sogni» Orson Welles.

sarabarnabeo@gmail.com
Scritti: 9 articoli