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Chariots of the Gods

Di Gabriele Scanziani, 02.08.13 Tra le righe

Consigliato dai Dreamshade

Scritto nel 1968 dallo svizzero Erich Von Däniken, il libro affronta l’ipotesi che le tecnologie e le religioni appartenenti a molte civiltà antiche derivassero da un incontro con dei visitatori extraterrestri, considerati come divinità.

L’autore del libro esplora e presenta principalmente 3 ipotesi. La prima riguarda l'esistenza di strutture e manufatti, scoperti dall’archeologia contemporanea, che rappresenterebbero e testimonierebbero il maggiore grado di conoscenza tecnologica delle civiltà che diedero vita a tali manufatti. Von Däniken sostiene che questi oggetti sono stati prodotti sia da visitatori extraterrestri che da esseri umani a cui i visitatori avrebbero trasferito le conoscenze necessarie per realizzarli.

Tali manufatti sono le piramidi egizie, Stonehenge, e il Moai dell'Isola di Pasqua. Altri esempi includono una carta geografica medievale nota come mappa di Piri Reis, che presumibilmente mostra la Terra come la si vede dallo spazio, e le linee di Nazca in Perù, che spiega come piste di atterraggio per un campo d'aviazione.

La seconda ipotesi a supporto della tesi di Von Däniken riguarda le rappresentazioni, presenti nelle opere d'arte antica in tutto il mondo, come raffigurazioni di veicoli astronauti, extraterrestri e tecnologia complessa. Nel libro Von Däniken descrive anche elementi che egli ritiene siano simili nell’arte di culture indipendenti tra di loro.
Infine, l’autore ipotizza l’origine delle religioni sia frutto del contatto umano con una razza aliena, usando come argomentazioni le interpretazioni del Vecchio Testamento della Bibbia.


Giornalista non tesserato, appassionato di black music e delle sue varie sfumature. Attore, ballerino, presidente. Non sono nessuna di queste cose.

gabriele.scanziani@agendalugano.ch
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