Metalgearrising

Metal Gear Rising: Revengeance

Di Andrea Branca, 04.04.13 Game of the Week

Dopo l’uscita di Metal Gear Solid 4, che aveva visto un vecchio Solid Snake vivere la sua ultima avventura e chiudere un cerchio narrativo iniziato addirittura a fine anni ‘80 su MSX2, l’attenzione dei fans di Kojima si era spostata sulla raccolta Metal Gear Solid Collection HD disponibile per PS3, Xbox360 e PSVita, questo nella trapidante attesa dell’eventuale annuncio di un quinto capitolo.

In effetti lo scorso agosto Kojima ha rivelato ufficialmente lo sviluppo di MGS5, ma nel frattempo il franchise è tornato protagonista con Metal Gear Rising: Revengeance, titolo sviluppato da Platinum Games (che aveva rilevato il gioco da Kojima Procutions, che minacciava di interrompere il progetto) e che vede protagonista Raiden, il biondo guerriero che aveva debuttato sulla scena videoludica in Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty e che aveva fatto la sua comparsa anche nella storyline del quarto capitolo.

Raiden si ripresenta sotto le sembianze del cyborg ninja intravisto in Guns of the Patriots, armato di un’affilatissima spada con cui l’utente potrà distruggere tutto ciò che gli si parerà davanti ed attorno alla quale ruoterà sostanzialmente tutto il gameplay. Il titolo condivide infatti ben poco con gli altri giochi che compongono il franchise, se non quell’universo narrativo di cui anche in Rising ritroviamo i tratti distintivi.

Dimenticatevi però le trame estremamente elaborate e complesse che in passato erano diventate una marchio di fabbrica di Metal Gear, dato che in Rising l’apice lo si raggiungerà con qualche dialogo particolarmente azzeccato, ma nulla più. La storia si sviluppa infatti in maniera piuttosto lineare, cominciando proprio là dove si era interrotta al termine di MGS4.

Raiden sarà impegnato nel fermare i loschi piani di una complessa rete di mercenari che prende il nome di Desperado Enforcement, ma il tutto si rivelerà presto essere un mero pretesto per permettere al vostro alter ego di scatenarsi in tutta la sua potenza distruttiva in combattimenti dall’alto tasso spettacolare.

Il gameplay stealth è stato completamente dimenticato in favore di meccaniche che fanno l’occhiolino a titoli come Bayonetta, Devil May Cry e God of War, consegnando tra le mani dell’utente un sistema di gioco semplice ed estremamente potente, composto da devastanti combo, parate da effettuare con il giusto tempismo e speciali modalità che vi renderanno sostanzialmente invincibile.

Proprio quest’ultimo aspetto si traduce in combattimenti che vi sembreranno sempre più di routine, tanto da diventare addirittura sin troppo semplici, intaccando così negativamente la longevità del gioco. Rising si riprende però alla grande compensando alcune incertezze nel gameplay con una spettacolarità dei combattimenti unica nel suo genere, proponendo al giocatore un’esplosione di azione ed adrenalina che vi farà presto dimenticare la facilità con cui starete progredendo nel gioco.

Nonostante possa essere completato in poco più di 5 ore, Metal Gear Rising: Revengeance diventa particolarmente stimolante alzando il livello di difficoltà ed affrontando le classiche VR Mission, che contribuiscono a completare un pacchetto globalmente di buona qualità.

Graficamente il titolo presenta dei modelli dei personaggi estremamente dettagliati ed animati con la solita cura, ma d’altro canto diverse ambientazioni risultano essere eccessivamente spoglie. La colonna sonora, per contro, rende giustizia alla spettacolarità del gameplay, rendendo Rising un episodio imperdibile per gli amanti degli action game hack n’ slash e per tutti gli appassionati della serie. I difetti, soprattutto nel sistema di combattimento, non gli permettono di diventare un capolavoro, ma il prodotto di Platinum Games rimane comunque meritevole della vostra attenzione.


Appassionato di sport, tecnologie e social media, quando non lavora dietro ad un monitor passa il suo tempo nelle piste di hockey.

andrea.branca@luganonetwork.ch
Scritti: 328 articoli