Di nuovo in

Di nuovo in gioco

Di Ester Pasquato, 21.07.14 24 Fotogrammi

Un grandioso Clint Eastwood nei panni di Gus, uno dei migliori scout del mondo del baseball, si trova qui alle prese con una pericolosa discesa, non solo professionale, della china. Oltre che sullo sport, infatti, il film ruota intorno alla difficile ricostruzione di un rapporto, che dovrebbe essere naturale, come quello padre-figlia, ma che in realtà si rivela sovraccarico di incomprensioni e sottili grovigli radicati in un passato difficilmente districabile.
Come il titolo stesso vorrebbe suggerirci, “Di nuovo in gioco” allude alla possibilità, di cui tutti siamo potenziali fruitori, per ogni personaggio sulla scena come nella vita reale di ricominciare da capo, dando voce a quel grido di libertà interiore troppo spesso soffocato dalla quotidianità, ma che solo è in grado di restituirci la pienezza e la gioia di vivere.



Ed è così che un brillante avvocato può trasformarsi in un inedito scopritore di promettenti talenti, che un venditore di noccioline si rivela più dotato di un futuro campione e che un fanatico del baseball, da sempre imbalsamato dietro l’impassibile maschera del duro professionista, riesce infine a riscoprirsi capace di amare, una realizzazione che la perfetta alchimia tra i due attori protagonisti mirabilmente evidenzia.
Il film lascia intravedere allora come le priorità possano talvolta inaspettatamente ribaltarsi e i “ruoli” che credevamo acquisiti una volta per tutte, o che ci eravamo auto-imposti, sulla base delle convenzioni sociali lascino il posto all’espressione genuina di quel “personaggio” che veramente sentiamo di interpretare non solo nel rapporto con l’altro, ma soprattutto nei confronti di noi stessi.


Dimmi, o luna: a che vale al pastor la sua vita, la vostra vita a voi? dimmi: ove tende questo vagar mio breve, il tuo corso immortale?

esteroula_p@hotmail.com
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