Gio 20.10.16

20:30
Bennato

Gio 20.10.16

20:30

Edoardo Bennato

Pronti a salpare.
 

L’isola che non c’è esiste. E’ lì, a portata di mano, ad un passo di sogno. Perché anche le utopie più impensabili, più inafferrabili, in realtà, si possono avverare.
Come nelle migliori fiabe. E per raggiungerle, per toccarle, bisogna essere disponibili a mettersi in viaggio.
Un viaggio, fisico, mentale, culturale, sociale.

«Pronti a salpare», dunque. Come canta e consiglia Edoardo Bennato nel suo ultimo lavoro discografico. Rock, blues, ballate, musiche rossiniane.
Quattordici brani per descrivere e raccontare con il suo inconfondibile graffio ironico quello che succede in Italia e nel mondo.

Con un’attenzione di riguardo per «la famiglia umana», per «i migranti» e per «noi privilegiati che viviamo nel benessere». Perché quello che succede «in Nigeria, in Libia, in Messico riguarda anche noi occidentali, noi che siamo responsabili, noi che spietatamente abbiamo abbandonato i paesi poveri a se stessi, nell’inferno e che adesso – volenti o nolenti – dobbiamo essere disponibili ad accoglierli, a dare una mano».

UNA SOLA FAMIGLIA UMANA

Anche se i temi affrontati dall’autore de “L’isola che non c’è” e “La torre di Babele” sono diversi e chiamano in causa il nostro modo di rapportarci al fenomeno migratorio.

«Pronti a salpare “– spiega Edoardo Bennato – non è una canzone rivolta solo ai disperati, ai migranti, ai profughi, ma è rivolta soprattutto a noi privilegiati, a noi che abbiamo responsabilità per quello che sta succedendo, a noi che facciamo differenze tra Nord e Sud del mondo, a noi che dovremmo essere “Pronti a salpare” per aiutare e metterci in gioco.
Sono tutte differenze apparenti, dovute a posizioni latitudinali diverse.

La verità è che non esistono nel nostro pianeta diverse razze, ma solo un’unica famiglia umana, di cui oggi noi rappresentiamo gli “adulti” ed i popoli più in difficoltà i “bambini”.
Il nostro compito è quello di colmare le differenze fra privilegiati e diseredati».

Il rock, dunque, per contribuire a salvare il mondo, a renderli più incline all’ascolto, all’accoglienza.


Immagine: Flickr.com - veDrò nel caos



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