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Divisione Eventi, 04.12.14

Brunori Sas e la magia del Foce

di Luca Giovanni Ricci

Un Foce come non lo avevo mai visto! La serata di martedì è stata una delle più belle alle quali avessi mai partecipato allo Studio Foce.

La “nuova” sala concerti è stata inaugurata poco più di due anni fa in sostituzione alla storica sala Metrò, che per anni è stata uno dei centri indiscussi della musica live a Lugano. Chiaramente lo Studio Foce è nato con un grosso fardello sulle spalle. La fama che il vecchio Metrò si è costruito nel corso degli anni con una proposta insistente di concerti riscuotendo un successo non indifferente tra i giovani e meno giovani o nostalgici luganesi.

Ma come tutte le cose nuove, prima di ingranare la quinta, è necessario avere pazienza e se all’inizio il sentore comune è quello dell’insostituibilità della vecchia sala di via Brentani, dopo il concerto di martedì sera, per chi c’era, si è potuto assaggiare uno dei primi frutti di quello che Il Foce – Agorateca, Teatro, Foyer e Studio – vuole essere per la città di Lugano. Un luogo in cui non solo ci si organizza per andare a un determinato concerto o spettacolo teatrale ma semplicemente un luogo dove si va. Semplice, per andare a prendersi una birretta con gli amici dopo essere stati in pizzeria o al finissage di una mostra e magari scoprire un genere di musica che non avresti mai pensato potesse piacerti o semplicemente per la curiosità di scoprire cose nuove, diverse da quelle con 30, 60, 100milioni di visualizzazioni su youtube che si posso tranquillamente trovare sugli scaffali degli Autogrill.

Tornando al concerto di martedì si può dire che gli aficionados dello Studio Foce hanno potuto assistere a uno spettacolo che sicuramente rimarrà tra i più belli di questi due anni di vita della sala. Come già altre volte abbiamo avuto la possibilità di vedere, il concerto di apertura ha saputo subito creare un ambiente piacevole catturando l’attenzione del pubblico. Nicolò Carnesi, giovane cantautore italiano classe ’87, si è fatto subito riconoscere per il suo talento e ha intrattenuto il pubblico in maniera egregia, riscuotendo meritatamente gli applausi alla fine della sua esibizione.
Abbastanza notevole, se ci si ricorda di essere a Lugano, è stata l’affluenza del pubblico, di cui una buona fetta veniva dalla vicina penisola. Duecento i biglietti venduti in un martedì sera qualunque. Ma allora c’è ancora chi esce durante la settimana per andare a un concerto? Dopo il giovane palermitano è stata la volta del cantautore cosentino Brunori Sas, alla fine del suo tour europeo.

Sarà stata la stanchezza del viaggio, in rientro da Londra, il fatto di essere all’ultima data del tour o altro, ma l’atmosfera, dalla salita sul palco della band, si è trasformata. Di certo il carattere simpatico, genuino e chiaramente anche la bravura di Brunori Sas, che ha presentato il suo ultimo album Il cammino di Santiago in taxi, condita da piccoli intermezzi cabarettistici, favorendo un ambiente famigliare, coinvolgendo il pubblico come raramente accade, come dicevamo, un assaggio dello spirito che si vuole creare.

La magia di questo concerto ha, un’altra volta, rallegrato tutta la programmazione che continua a vedere la realizzazione di un sogno per il quale si è imboccata la strada giusta. Quale sogno? Quello che l’uomo è anche un’animale sociale che ha bisogno di esprimersi, aggregarsi, conoscere cose nuove anche se talvolta considerate bizzarre o strane da molta gente. Ha bisogno di sperimentare o vedere cose diverse in maniera libera da preconcetti su cosa sia bello o meno. E come non battersi per questo, soprattutto in una città come Lugano, che negli ultimi anni ha dimostrato, nelle parole e nei fatti, che la Cultura costituisce un tassello fondamentale del tessuto sociale e finanziario.

Dal sud Italia al nord Europa, ecco come continua il mosaico culturale del Foce. Questa sera alle 21:30, sempre allo Studio, è la volta del Rock alternativo con Amatorski. La band belga, dopo aver girato tutta l’Europa lo scorso anno e la pubblicazione del nuovo album, From Clay To Figures, nell’aprile di quest’anno, approda a Lugano per continuare a scuotere il pubblico del Foce con un sound ricco e accattivante creato da tastiere vintage, arrangiamenti di ottoni e tamburi, varietà di suoni elettronici e acustici.
In definitiva un'altra occasione per poter lasciarsi stupire da questo posto.

In copertina (da destra) Nicolò Carnesi, Brunori Sas e una facciata di coloro che lavorano perché la magia si avveri. 
foto di Salvatore Vitale