Chiassoletteraria 2014  2

Territorio, 17.03.15

ChiassoLetteraria

ChiassoLetteraria, festival internazionale di letteratura, con la presenza di scrittori di spessore internazionale, avrà luogo a Chiasso, sul confine italo-svizzero, dal 29 aprile al 3 maggio 2015. Il tema della 10° edizione dal titolo Cambio, Change, Wechsel sarà il cambiamento: “In un mondo in continua evoluzione e influenzato da dinamiche macro-economiche e geopolitiche, il festival si interroga sullo spazio lasciato al soggetto per poter decidere della sua vita: è ancora possibile per il soggetto umano - individuale e collettivo - prendere in mano le redini del proprio futuro? Che ruolo può ancora detenere la letteratura nel cambiare il mondo e la singola persona? Forse un libro non potrà cambiare il mondo, ma l’auspicio è che possa ancora cambiare la vita di una persona”.

Quest’anno il festival avrà un’ anteprima di prestigio: il 24 marzo, al Foyer del Cinema Teatro di Chiasso, in occasione dell’assemblea annuale di ChiassoLetteraria, verranno ospitati due autori premiati ai recenti Premi Svizzeri di Letteratura 2015: la ticinese Claudia Quadri e il romando Frédéric Pajak, con la moderazione del giornalista culturale Michele Fazioli.

Il 1° maggio invece, Alberto Arbasino, sarà insignito della medaglia cittadina, massima onorificenza della Municipalità di Chiasso, modera l’incontro Mariarosa Mancuso, giornalista RSI e Il Foglio.  

Alberto Arbasino, uno degli scrittori italiani più importanti e originali del panorama letterario contemporaneo è - come noto - anche l’autore del citatissimo articolo “Gita a Chiasso” (apparso sul quotidiano “Il Giorno” del 23 gennaio 1963) che portò in tutta Italia il nome della cittadina ticinese. In quel contributo criticò il provincialismo degli intellettuali italiani degli anni Trenta che non avevano avuto il sano riflesso di intraprendere, appunto, “una gita a Chiasso”, per “comprarsi un po’ di libri importanti” e quindi aprirsi alle grandi correnti della cultura europea, determinando così chiusure e ritardi avvertibili ancora trent’anni dopo. Questa felice espressione dello scrittore vogherese è poi rimasta proverbiale.