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Territorio, 24.03.15

Il Teatro delle Radici festeggia 35 anni

Dal 1980, anno della sua nascita, il Teatro delle Radici, fondato da Cristina Castrillo, non si è più fermato. Mattone dopo mattone, ha fatto diventare un capannone semi-distrutto e abbandonato la sua piccola sede, ormai storica, dove portare avanti le proprie avventure creative. Dedicandosi ininterrottamente alla ricerca dei mezzi espressivi e alla formazione degli attori, ha creato una quarantina di spettacoli e portato il frutto del proprio lavoro in trenta paesi diversi, che vanno dall’Europa all'America latina, dall’Asia all’Africa, dal Medio Oriente all’Australia. 

Cristina Castrillo, attice argentina che nel 2014 ha ricevuto il Premio svizzero di teatro, ricorda in questo modo il suo arrivo nelle nostre terre: 
"Mi accorgevo che qui era un deserto, culturalmente parlando. (…) Venivo da una vita disastrata, da un terzo mondo profondo, in cui culturalmente era stato annichilito tutto l’impegno culturale degli anni Settanta. (…) Venivo da un mondo in cui l’interconnessione tra coloro che facevano teatro era molto forte, in senso protettivo, ma anche di scontri e di dialoghi. (…) Qui c’era un panorama culturale molto piatto e senza sbocchi, senza una comunicazione più effervescente, più diretta, più critica, più contrastata o sentita". 

Secondo Pierre Lepori, autore che ha ricostruito la storia della nascita del teatro nella Svizzera italiana, "la sua preparazione ha messo in moto tutto l’apparato metodologico che è alla base dei principi che gestiscono il Teatro delle Radici e il suo laboratorio di formazione professionale. Dallo studio del rapporto emotività-reazioni fisiche, al ridimensionamento dell’enigma persona-personaggio; dalla individualità di ogni intenzione creativa, alla creazione di una struttura drammaturgica che è stata da sempre, o quasi, privilegio di singoli individui"

Il suo approccio creativo è diventato punto di riferimento per molti attori, studiosi e registi che, anno dopo anno, assistono al Laboratorio Internazionale, un incontro di formazione e di ricerca assai particolare nell’ambito ticinese. Alla pubblicazione dei propri testi teatrali (probabilmente una delle più cospicue raccolte drammaturgiche in Svizzera) si abbina la costante azione culturale e sociale sul territorio.

Fondamentalmente, uno degli elementi più determinanti di questo suo lungo percorso  è quello di aver formato e sostenuto  una parte significativa delle nuove generazioni di teatranti professionisti, in Ticino e altrove.

È per questa ragione che, dopo aver presentato gli ultimi spettacoli della compagnia: Neve, Amori e Se il silenzio sapesse, questa settimana è in corso la Rassegna Generazioni, una serie di spettacoli e di performances frutto del lavoro di attori che hanno fatto parte della storia del Teatro delle Radici e che, in molti casi, affiancano ancora le sue iniziative.
 

martedì  24 marzo – ore 20.30 – sala Teatro delle Radici

“AI MARGINI DELLA FORESTA”
Liberamente tratto da “La notte poco prima della foresta” di B.M.Koltès
con Carlo Verre
regia e scene di Tiziana Mastropasqua

mercoledì 25 marzo – ore 19.00 – sala Teatro delle Radici

“RAPPORTO - PASSAGGI IN TRASFORMAZIONI”
Proposta coreografica breve di Nunzia Tirelli
con Beatrice Lupi e Orfeo Fumagalli.

Mercoledì 25 marzo – ore 20.30 – sala Teatro delle Radici

“LA LINGUA PRIVATA”
di e con Daniele Bernardi

Giovedì 26 marzo – ore 20.30 – sala Teatro delle Radici

“STILL LEBEN”
di e con Camilla Parini

venerdì 27 marzo – ore 20.30 – sala Teatro delle Radici

“LA DONNA IDEALE”
con Valentina Volpatto e Paola Raho

sabato 28 marzo – ore 19.00 – Spazio Pan

“REGINALD BRAY: L’UOMO CHE SI SPEDÌ”
curato da Luca Chieregato e Cinzia Morandi
con Cinzia Morandi nelle vesti di Mabel

sabato 28 marzo – ore 20.30 – sala Teatro delle Radici

“CARNEFICINE”
Una creazione Opera retablO
di e con Ledwina Costantini
testo di Andrea Bianchetti



Le citazioni di Cristina Castrillo e di Pierre Lepori sono tratte da: Pierre Lepori, Il teatro nella Svizzera italiana: la generazione dei "fondatori" (1932-1987), Edizioni Casagrande, 2008