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Territorio, 23.06.15

La cultura (non) paga?

Il 16 dicembre 2013 è stata approvata la Legge cantonale sul sostegno alla cultura che all’articolo 1 definisce il termine cultura:
La cultura è l’espressione e la condivisione delle peculiarità spirituali, materiali, intellettuali ed emozionali di una società o di un gruppo sociale.
La cultura è fattore essenziale della funzione educativa e della coesione sociale, nonché componente dello sviluppo economico.

Della funzione educativa, sociale e economica della cultura si è parlato durante il dibattito, che precede la pausa estiva, presso la Biblioteca cantonale di Lugano

Il Direttore della Biblioteca cantonale, Gerardo Rigozzi ha introdotto e moderato l’incontro che si voleva non solo una riflessione sull’indotto che apporta la cultura, ma anche sui suoi “effetti” sociali in termini di appagamento e soddisfazione.

Una conseguenza della legge cantonale è stata la nascita, nel maggio scorso, della Conferenza cantonale della cultura, organo di elaborazione degli indirizzi di politica culturale cantonale che favorirà il coordinamento delle diverse proposte del territorio. Il suo presidente, Manuele Bertoli, Direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport, si augura che questa struttura permetta di evitare la frammentazione e di ragionare in termini globali, tenendo ugualmente in considerazione tutti i volontari che lavorano per passione in questo ambito e promuovono molteplici iniziative. L’auspicio è quello di riunire i decisori cantonali e comunali così come i privati per una politica culturale ticinese coordinata e di qualità.

Di sinergia fra pubblico e privato ha parlato anche Giovanna Masoni Brenni, sottolineando come ciò sia un cammino che non nasce da un giorno all’altro. In Svizzera interna questo aspetto è decisamente più sviluppato e in Ticino ci si sta muovendo in questa direzione. Per incrementarne lo sviluppo occorre formare una tradizione culturale economica grazie a strutture adeguate, ad una fiscalità che incoraggia gli investimenti nella cultura e a una rete che sappia stringersi attorno a progetti forti, riconoscendo anche le realtà che fungono da apripista.
Un’iniziativa privata lodata dal Capo dicastero Educazione e Cultura della Città di Lugano, è quella portata avanti da alcune gallerie di Lugano che, in occasione della prossima inaugurazione del LAC, hanno promosso e finanziato la mostra en plein air Lugano mostra bandiera, che dal 2 luglio si potrà visitare sul lungolago di fronte a Piazza Manzoni.

Con il Capo dicastero Cultura della Città di Bellinzona si è parlato invece dei rischi di concorrenzialità all’interno del Ticino, in particolare con il LAC. Le prospettive sembrano però essere quelle di una maggiore collaborazione fra le regioni e una diversificazione delle proposte piuttosto che di una reale concorrenza. La cultura aiuta le singole entità locali a favorire il senso di appartenenza alla comunità e alla città stessa perché funge da elemento aggregatore.
Bellinzona è una delle città che con le sue molteplici iniziative si distingue per la particolare attenzione ai giovani (Castellinaria, Museo in Erba, Babel…). Roberto Malacrida, sottolinea come gli eventi per imprimersi debbano colpire l’emotività, creare aspettative e curiosità. Soprattutto nei giovani è necessario alimentare il senso aggregativo e identitario.

Con Rudy Chiappini, che attualmente lavora al progetto di Casa Rusca a Locarno, si è guardato invece alla dimensione internazionale e in particolare agli elementi da considerare nell’organizzazione di una mostra internazionale. Secondo lo storico dell’arte, oltre ad un progetto culturale forte occorre un’istituzione rodata che abbia acquisito credibilità nel tempo. Inoltre la programmazione a medio e lungo termine deve tener conto del calendario internazionale per evitare sovrapposizioni.

Un’altra realtà del territorio importante a livello nazionale e internazionale è quella dell’Accademia di architettura di Mendrisio che anche al suo interno riflette l’internazionalità con più di 40 nazionalità rappresentate e professori provenienti da tutti i continenti. L’accademia vuole essere non solo architettura, spiega l’architetto Michele Arnaboldi, ma un centro di incontro e di discussione, di ricerca e di sperimentazione.  In quest’ottica è stato pensato il Teatro dell’architettura, che darà visibilità alla ricerca svolta dall’accademia e si metterà in dialogo nello spazio espositivo con altre forme artistiche complementari all’architettura.

La voce poi è stata data al pubblico che è potuto intervenire nel dibattito. Uno degli elementi emersi è quello della scuola e del ruolo che ha nel trasmettere e far crescere la cultura. Manuele Bertoli si è dapprima soffermato sulle nuove strutture che possono essere utilizzate anche in ambito educativo (il vice sindaco di Lugano ha ricordato ad esempio il progetto LAC edu destinato in modo particolare ai giovani). Per quanto riguarda la scuola ha ribadito come non sia sempre facile fare delle scelte perché i programmi scolastici sono già carichi ma la tendenza è certamente quella di promuovere la cultura.

 

Manuela Masone