11061335 900070080065058 4110871084633025940 o

Divisione Eventi, 15.07.15

Da Marco Polo alla globalizzazione

Arrivare al tema della globalizzazione partendo dai viaggi di Marco Polo è alquanto singolare ma piuttosto interessante. Si tratta del percorso che il Prof. Franco Farinelli, direttore del Dipartimento di filosofia e comunicazione dell’Università di Bologna e presidente dell’Associazione dei geografi italiani (AGEI) ha proposto nel quadro naturale del Parco Ciani. L’evento del Wor(l)ds Festival è stato organizzato in collaborazione con i2a Istituto internazionale di architettura.

Nel Milione, Marco Polo, descrive i suoi viaggi e partendo da qui si possono osservare alcuni elementi. Innanzitutto che l’esploratore non aveva fretta d percorrere il tragitto, si ferma nei luoghi, incontra le persone, impara diverse lingue. Il primo viaggio dura 17 anni ed è anche un percorso esistenziale. Il tempo dà la misura al percorso poiché le distanze si misurano in giorni. La misura consiste nel tempo, nella vita di chi le attraversa. Nei racconti di Marco Polo quindi non c’è la dimensione dello spazio. Ogni viaggiatore è misura del mondo.

Immagine: Wikipedia - Mappamodo di Fra Mauro 1460

 

Con Cristoforo Colombo in un certo senso invece nasce la modernità. Il viaggiatore parte con una mappa e ha fretta di arrivare, non si sofferma. Cristoforo Colombo ha già un’idea di quello che troverà e a volte è proprio questa idea a trarlo in inganno. La modernità per il Prof. Farinelli, è caratterizzata dal fatto che ciò che esiste, per esistere deve conformarsi al modello (mappa). Nella modernità il concetto di misura prevale. Tutto viene misurato e anche la faccia della terra viene rappresentata così. Lo spazio è un metro che non ha a che fare con la qualità di ciò che ci circonda, tutte le parti si equivalgono.

Le nozioni di luogo e di spazio sono quindi differenti e rappresentano due modi di guardare alla realtà: quello di Marco Polo nel quale si “assaporano” i luoghi e quello di Cristoforo Colombo dove si attraversano gli spazi. Nella modernità il secondo prevale sul primo.

Per arrivare ai giorni nostri, nell’estate del 1969 avvengono due eventi importanti: il primo uomo mette il piede sulla luna e per la prima volta due computer iniziano a scambiarsi i dati, nasce così la rete. Con la nascita della rete in particolare, lo spazio viene annullato poiché non ci sono più distanze e anche il tempo è relativo visto che tutto avviene in tempo reale. Inizia così la globalizzazione.

Immagine: Wikipedia

 

La realtà quotidiana dell’uomo moderno è ancora fatta di relazioni spaziotemporali, ma a regolare queste relazioni sono i flussi economici “globali” che non tengono conto delle differenze legate ai luoghi o alle persone. Secondo il Prof. Farinelli questa è la problematica maggiore. Una delle pretese della Comunità Europea, secondo il geografo, sarebbe stata quella di un’unica moneta adottata da paesi molto differenti tra loro. In altre parole, si è adottata un’unica misura senza considerare la peculiarità di ogni stato. Questo è uno dei motivi che ha condotto alla crisi. Per uscire da questa situazione bisognerebbe riconsiderare quindi le differenze e non solo tentare di rendere omogeneo il tutto.

Per quanto riguarda l’economia globale, non è certamente un discorso che si poteva trattare in modo esaustivo. Il fatto che tutta la realtà venga letta spesso con i soli criteri economici di rendimento o meno è problematico. Il Prof. Farinelli portava l’esempio concreto legato all’ambito universitario dove i finanziamenti vengono accordati in base al numero di promossi senza, considerare altri fattori. Una conseguenza di tale misura potrebbe essere che per ottenere i finanziamenti si promuovano più facilmente gli studenti non guardando così alla qualità.  

Il tempo è volato e tanti sono gli argomenti che andrebbero approfonditi dopo questo incontro ma l’intenzione era forse proprio questa: risvegliare l’interesse nel pubblico e spingerlo a mettersi in viaggio.

 

Manuela Masone