Showcase 60 minuti

Territorio, 12.08.15

60 Minuti sulla Cultura a 360°

Interessante confronto sulla cultura al Festival del Film di Locarno, dove si è svolta la puntata speciale di 60 Minuti andata in onda su RSI La2 il 10 agosto scorso. Ospiti della serata l'ex consigliera federale Ruth DreifussVeronica Provenzale, archeologa e storica dell'arte, collaboratrice scientifica del Museo comunale di arte moderna di Ascona; Maria Bonzanigo, co-fondatrice della compagnia Finzi Pasca; Marco Solari, presidente del Festival del Film di Locarno e Renato Reichlin, ‎responsabile artistico e organizzatore di eventi.

Giuseppe Tornatore affermava che l’arte e la cultura rimandano ad un concetto di bellezza che serve a fornire all’uomo strumenti migliori per la convivenza sociale e civile.

Le riflessioni che in un primo tempo si sono soffermate sulla definizione e sul ruolo della cultura, andavano in parte in questa direzione. Ruth Dreifuss ha definito la cultura come ciò che permette la vita comune, che permette l’interscambio tra la gente che vive in una comunità, in un paese. L’arte invece è l’espressione nata dalla creatività degli artisti. Per Marco Solari invece la cultura è legata alla difesa di determinati valori come quello della libertà. La cultura ha questa necessità di scambio e l’arte questa ricerca del bello, afferma Maria Bonzanigo sottolineando come il termine greco Kalos (καλός) significa sia bello che buono. Si tratta in poche parole di un bello che fa bene. Per questa ragione anche se la cultura e l’arte sembrano essere meno palpabili, meno definibili razionalmente rispecchiano un bisogno.

Renato Reichlin, per sua indole, è molto pratico e pensa alla cultura come a un GPS che aiuta a orientarsi nella complessità del nostro mondo. Tuttavia definirla come "spirito" può essere pericoloso perché potrebbe "autorizzare" le autorità competenti a metterla in secondo piano, soprattutto quando si tratterebbe di stanziare fondi. Un'importante tematica trattata è infatti quella dei finanziamenti. A volte si ha l'impressione che si facciano i conti in tasca alla cultura, ma questi sono sempre parziali perché non viene considerato l’indotto della cultura e soprattutto non ci si chiede mai quale sarebbe il costo della incultura. Quell'incultura che porta inciviltà, ignoranza o indifferenza. La cultura inoltre è fatta anche di cose molto materiali, di esigenze molto concrete.

Occorre un equilibrio tra finanziamento pubblico e privato per l'ex consigliera federale. Lo stato dovrebbe intervenire soprattutto per promuovere le realtà che non attirano l'attenzione degli sponsor o quei progetti che favoriscono una cultura popolare dello scambio e dell'incontro. 

Anche quando vengono realizzati spazi importanti come il Palacinema o il LAC e quindi dei "contenitori" con potenzialità questo non è sufficiente, afferma il presidente del Festival del Film, se non c'è un'attenzione al contenuto e quindi ad un'offerta di qualità. Nei progetti di dimensioni inferiori si vive maggiormente questa difficoltà nella ricerca di fondi ma anche per Veronica Provenzale la cultura non può restare legata al contingente ma ha bisogno di visioni e quello che produce deve avere spessore. Nelle piccole realtà si ha forse più il senso del credere nella cultura proprio perché se ne sperimentano le difficoltà ma non per questo si lascia scoraggiare.

Questi e altri spunti si possono trovare rivedendo in streaming la puntata del 10 agosto 2015 per farsi un'idea sull'argomento, presentato questa volta non tanto dal punto di vista del dibattito economico-politico, quanto da quello di coloro che operano sul campo.

 

Manuela Masone