Lac chiostro

Territorio, 01.10.15

I luoghi del LAC - Storia, Arte, Architettura

Il ciclo d’incontri dedicato ai luoghi del LAC, è volto ad illustrare la storia di Santa Maria degli Angeli, complesso architettonico e artistico adiacente al quale campeggia il nuovo centro culturale LAC (Lugano Arte e Cultura), il moderno edificio progettato dall’architetto Ivano Gianola che accoglie il Museo d’arte della Svizzera italiana e la sofisticata sala teatrale e concertistica.

Tra il LAC e l’attiguo ex Albergo Palace, rimesso a nuovo (arch. Giampiero Camponovo) come palazzo d’appartamenti di standing elevato con al pianterreno negozi d’alta moda e un ristorante gourmet, si è formata una piazza che ha ampliato quella già esistente intitolata a Bernardino Luini, prospiciente la Chiesa degli Angeli; è stato pure recuperato e trasformato (Studio d'architettura Sandra Giraudi e Thomas Radczuweit) ciò che è rimasto dell’annesso convento (ora occupato dagli uffici amministrativi del LAC) e del chiostro.

Santa Maria degli Angeli appartenne ai francescani minori osservanti, presenti a Lugano sin dal 1472. La costruzione del convento fu avviata nel 1490, ripresa nel 1510 e terminata nel 1524-25; quella della chiesa iniziò nel 1499 fino alla consacrazione nel 1515. Sul tramezzo della chiesa il Luini, morto a Milano nel 1532 ma nato a Dumenza nel 1481, quindi poco oltre il confine elvetico non lontano da Lugano, realizzò nel 1529 l’affresco monumentale della Passione e Crocifissione di Cristo, il più famoso dipinto rinascimentale della Svizzera. L’arte luinesca fu inizialmente segnata dall'opera di Bergognone, Zenale e Bramantino e in età più matura determinata dall'esempio di Leonardo (sia diretto che mediato attraverso Andrea Solario) e di Raffaello.

Il convento di S. Maria degli Angeli visto da sud, olio su tela, 1820 (Collezione Oscar Camponovo)

Il convento degli Angeli fu soppresso dallo Stato cantonale che ne incamerò i beni nel 1848. Nel 1851 Giacomo Ciani, personalità cosmopolita e protagonista a quel tempo (insieme al fratello Filippo) dello sviluppo civile di Lugano, acquistò all’asta l’immobile e affidò a Luigi Clerichetti, fra i più noti architetti milanesi del tempo, la sua trasformazione (1852-1855) in Hôtel Du Parc, in cui furono inglobati il porticato conventuale e due lati dell’antico chiostro – del Clerichetti è anche la Villa Ciani nel parco sul lungolago. Divenuto (1899) proprietà della ditta Bucher-Durrer e morto il primo direttore Alessandro Béha (pioniere del settore alberghiero e turistico luganese), nel 1902 l’Albergo del Parco fu rinnovato e rialzato di due piani dall’architetto lucernese Emil Vogt. Riaperto nel 1903 come Grand Palace Hôtel, cessò l’attività nel 1969. Passato più tardi in proprietà alla Città, nel 1999 una votazione popolare ne decretò la salvaguardia delle facciate a lago.

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