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Territorio, 01.10.15

Seconda edizione Festival Diritti Umani Lugano

Sedici film, selezionati nell'ambito della più recente e significativa produzione cinematografica internazionale. Approfondimenti accurati, su questioni e temi legati al rispetto dei Diritti Umani, discussi con professionisti del settore e operatori quotidianamente impegnati sul campo. Un percorso appositamente concepito per i giovani. Due mostre: una dedicata alla libertà d'espressione, l'altra al diritto all'autodeterminazione. Questo è il denso programma del Festival Diritti Umani Lugano, che si terrà dal 14 al 18 ottobre 2015.

La seconda edizione ha scelto di dare voce a due cause importanti con due dediche che troveranno espressione nella serata di apertura e in quella di chiusura: la prima al popolo eritreo, vittima di un regime totalitario che si è macchiato dei peggiori crimini contro l'umanità e la seconda al blogger e giornalista Raif Badawi, detenuto dal giugno 2012 in Arabia Saudita e divenuto un simbolo della lotta per la libertà di stampa e di espressione.

Carla del Ponte, attualmente membro della Commissione internazionale indipendente d'inchiesta dell'ONU sulla Siria, in qualità di presidente onorario del Festival, ha ricordato come il tema dei diritti umani sia di grande attualità, poiché non c'è giorno che non se ne parli nei telegiornali. Guardando al suo percorso ha ricordato come ad un certo punto si pensava che la situazione riguardo ai diritti sarebbe migliorata ma che in questi ultimi anni la situazione è peggiorata notevolmente e sembra quasi, parole sue, che stiamo toccando il fondo. 

Rispetto alla scorsa edizione la manifestazione è stata prolungata di due giorni, per dare in particolare ampio spazio ai giovani delle scuole medie superiori, delle scuole professionali e agli universitari. Mauro Arrigoni, ha messo in evidenza l'importanza di sensibilizzare tutti e in particolare i giovani alla questione dei diritti umani e di mostrare quanto sia importante l'impegno di ciascuno a tutela degli stessi. La risposta delle scuole è stata incoraggiante ma il Festival non vuole essere un evento isolato e si cercano strade di collaborazione anche nel corso dell'anno attraverso progetti scolastici.

Una collaborazione importante in questo ambito è nata con Franklin University Switzerland, che quest'anno ospiterà le due proiezioni gratuite in inglese, volute sia per integrare alla rassegna i non italofoni che vivono e lavorano sul territorio, che per favorire un'apertura culturale che spazia a 360°. 

Riguardo alle scelte dei film, Roberto Rippa ha raccontato come questa non sia stata evidente. Oltre ai temi storici legati ai diritti umani, oggi purtroppo infatti si è confrontati ad un ampliamento costante delle tematiche date dall'attualità. La cinematografia proposta ha prestato un occhio attento sia alla forma, legata agli aspetti più artistici, che alla sostanza, legata ai contenuti. Il Festival si aprirà con Dheepan di Jacques Audiard, Palma d'oro a Cannes e in chiusura è prevista la proiezione di El Botón de Nácar di Patrizio Guzman, Orso d'argento a Berlino.

Fin dal suo debutto la manifestazione ha deciso di integrare la visione con incontri in cui vengono invitati i protagonisti delle varie situazioni documentate, nonché da analisti, ricercatori ed esponenti delle organizzazioni umanitarie che, con il loro intervento, contribuiscono a illustrare e spiegare situazioni geo-politiche e sociali che per essere comprese vanno contestualizzate. In questo modo i fruitori del Festival possono a loro volta diventare protagonisti attivi nella lettura e nell'esame delle diverse situazioni affrontate.

Lo spazio verrà dato anche a due mostre che traggono spunto da due film in programma.

Allo Spazio 1929, Gianluca Costantini: disegnare la relatà. Dedicata all'artista e attivista italiano. Sul tema della libertà di espressione il Festival propone anche il film Caricaturistes, fantassins de la démocratie di Stéphanie Valloatto.

Al Cinestar, Les voy a contar la historia: i contadini di Las Pavas, Colombia. Verranno esposti una galleria di ritratti fotografici realizzati da Riccardo Torres, regista del film Algún día es mañana.

Programma Festival Diritti Umani Lugano.pdf

Ulteriori informazioni www.festivaldirittiumani.ch