Cervello uomo bambino foto lideatorio usi

Territorio, 14.03.16

Il cervello, la macchina dei sogni

Dal 16 al 22 marzo si terrà la prossima edizione della Settimana del Cervello (www.settimanacervello.ch). Scopo di questa iniziativa è di sensibilizzare la popolazione sui progressi nell'ambito della ricerca sul cervello, sulle terapie delle malattie neurologiche e psichiatriche e sulla loro prevenzione.

Al centro dell'edizione 2016 ci sarà il cervello che sogna. Perché sogniamo? Sogniamo tutti? Anche coloro che dicono di non ricordarselo? Il significato e l'utilità di questa nostra attività notturna resta ancora in parte misteriosa. Da sempre l'uomo ha cercato di capire da dove arrivano le nostre fantasie della notte, dando interpretazioni e significati sempre diversi. Molti sogni che troviamo nella Bibbia erano di natura profetica, un angelo apparso in sogno a Giuseppe, lo assicurò di prendere in paternità Gesù. La costruzione di templi dalla Mesopotamia fino alla Grecia antica fu spesso suggerita dai sogni. Più tardi maghi e indovini utilizzarono i sogni per predire gli avvenimenti, nel Medioevo fiorirono almanacchi capaci di svelare il significato dei sogni. I sogni divennero anche fonte di ispirazione per poeti e pittori, e infine gli psicanalisti e i neuroscienziati hanno cercato di inseguire e comprendere l'origine dei sogni fin nelle pieghe della mente o tra le sinapsi dei neuroni. Oggi la scienza può osservare le aree cerebrali che si attivano mentre sogniamo: durante il sonno sono soprattutto i centri delle memoria e quelli delle emozioni a intrecciare per noi i racconti onirici. Se svegliate una persona durante la fase del sonno "REM", essa racconterà sogni articolati, ricchi di particolari, mentre se la svegliate durante la fase del sonno "non REM" i racconti saranno più semplici, quasi inesistenti. La domanda resta immutata che cosa rivelano i sogni e perché sogniamo?

Il tema sarà affrontato all'interno di una serata pubblica proposta martedì 15 marzo 2015, ore 20:30, presso l'Auditorium dell'Università della Svizzera italiana. Si potranno ascoltare e incontrare Raffaella Ada Colombo, medico psichiatra direttrice medica della Clinica psichiatrica cantonale dell'Organizzazione sociopsichiatrica cantonale e Mauro Manconi, caposervizio di Neurologia presso il Neurocentro della Svizzera Italiana e responsabile del Centro del sonno presso lo stesso Istituto.

Lo stesso tema sarà affrontato all'interno del simposio medico proposto all'USI giovedì 17 marzo 2016.
Quale il significato e l'utilità che il neurologo dà al sogno e quale cortocircuito genera l'allucinazione? A cosa serve il sonno paradossale e il sogno? E perché un cervello affetto da una malattia psichiatrica sceglie di agire nella dimensione virtuale del fenomeno allucinatorio preferendolo alla razionale realtà? Interverranno neurologi e psichiatri.

Il fascino per il cervello, sarà infine presente in diverse scuole del Cantone attraverso 6 incontri rivolti agli studenti.